lunedì 20 gennaio 2014

Bambini e ebook, in America quasi il 70% dei piccoli lettori usa l'ereader abitualmente

[Libreriamo 16/01/2014]
MILANO – Circa due terzi dei ragazzini fino a 13 anni leggono libri digitali e il 92% di questi legge su ereader almeno una volta a settimana. È quanto emerge dall’ultimo report di uno studio sul rapporto tra bambini e lettura digitale condotto negli Stati Uniti nel corso del 2013 da PlayScience, la divisione ricerche della compagnia PlayCollective, in collaborazione con Digital Book World, la conferenza internazionale che si tiene annualmente a New York dedicata all’analisi del mondo dell’editoria digitale.
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Bambini e ragazzi, il tablet nuovo oggetto inseparabile

[ANSA 15/01/2014]
Bambini e ragazzi  'sempre connessi'. Inseparabili dai loro tablet, un oggetto quotidiano con cui hanno familiarità alla gran parte dei genitori sconosciuta. Li usano per giocare, per chattare con gli amici e anche per studiare. Il tablet fa da telefono (con What's app e similari), da passatempo, da enciclopedia per le ricerche, da tv e da terminale didattico.
  Per le scuole è ormai sempre più uno strumento che entra nei percorsi di istruzione canonici. Sono nati l'anno scorso progetti come lo Smart Future, promosso dalla Samsung per favorire lo sviluppo della digitalizzazione nelle scuole primarie e secondarie di primo grado (partito a ottobre in Lombardia, punta a coinvolgere in due anni 200 classi in varie regioni d'Italia) o il ParnAsus, realizzato dalla Asus con il Liceo 'A. Maffei' di Riva del Garda, dove, anche per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro, il libro di testo è stato sostituito in aula da contenuti già disponibili in rete e dalla costruzione di risorse ad hoc.
Un cambiamento di abitudini riflesso dalla ricerca realizzata da Imaginarium, la catena spagnola specializzata nell’infanzia, su un panel di 10.000 membri del Club Imaginarium, provenienti da 5 Paesi (Italia, Spagna, Portogallo, Germania e Messico). Il 65,4% degli intervistati afferma di possedere un tablet, e il 94,58% dei genitori permette ai propri figli di farne uso. Anche se ne controllano il tempo di utilizzo (l’82,59% degli intervistati glielo fa usare meno di un’ora al giorno) e i contenuti: il 54,48% dei genitori, infatti, limita l’accesso solo ad alcune funzioni e 'monitora' le app scaricate .Inoltre il 75,99% del campione considera l'uso di tablet nelle scuole, come un mezzo certamente non indispensabile, ma importante per la formazione dei figli.
Il mercato reagisce al boom tablet continuando a sformare novità. Fra le ultime annunciate, il Dreamtab, per i più piccoli in arrivo, in primavera creato dalla Dreamworks con la Fuhu. Oltre a una serie di contenuti esclusivi e originali sui personaggi creati dalla casa di produzione, che li aggiornerà costantemente, da Kung Fu Panda al nuovo Dragon Trainer 2, la possibilità di vedere in streaming cartoon e show di vari canali per bambini (anche quelli Disney), si offriranno esperienze 'artistico/didattiche'. Tra le decine di dispositivi già in vendita, con controllo parentale schermi super-resistenti, involucri colorati e cover antiurto, personalizzabili e da arricchire con centinaia di app scaricabili, la scelta si è moltiplicata anche nelle versioni con i personaggi delle serie più amate, da Mio Tab Peppa Pig (Lisciani) a Monster High Tablet Premium 7 (Ingo Devices). Inoltre nel 2013, anche la Samsung ha pensato a un modello per bambini (utilizzabile però come un normale tablet anche dagli adulti), il Samsung Galaxy Tab 3 Kids, anche in versione Disney. Tra le prime case di giocattoli a scommettere sul settore c'è la Imaginarium, con le linee Superpaquito e il nuovo Paquito mini, che ha fra le utility, l'agenda che aiuta il bambino ad organizzarsi, la tabella delle ricompense per prefiggersi obiettivi, il lettore di libri, 2 videocamere. In prima linea anche la Clementoni , con prodotti come Il mio primo Clempad, per i più piccoli, e, per chi è fra i sei ai 12 anni, ilClemPad XL. Fra le tavolette che puntano su potenza di sistema operativo, connettibilità, e numero di app, ci sono anche il Meep X2 (Oregon Scientific) e Polaroid Kids Tablet 2. Inoltre si iniziano a pensare tablet per chi ha difficoltà di apprendimento, come l'EdiTouch, studiato a supporto dei bambini dislessici e utile ai bambini con bisogni educativi epeciali o 'Blue' un comunicatore tablet visivo e uditivo per persone affette da disturbi che coinvolgono il linguaggio e la comunicazione, come l’autismo e l’afasia. Infine, si rifà alla pura inventiva dei bambini, l'Iwood Mini della Donkey, piccola lavagna nera, con cornice in legno, a forma di tablet, 'compatibile' con tutti i tipi di gessetti (da conservare nell'apposito vano) e presa jack, dove al posto delle cuffie, sono attaccati due cancellini.
Francesca Pierleoni

Hooked: ecco come app e social network creano dipendenza

[Wired 15/01/2014]

Hooked: ecco come app e social network creano dipendenza

Da Pinterest a Candy Crush, da Ruzzle a Tinder, Nir Eyal spiega come si fa ad entrare nella vita quotidiana degli utenti.

Abbiamo tutti sperimentato un’addiction tecnologicaNir Eyal è un autore e consulente esperto sull’intersezione tra business, tecnologia e psicologia. Ha da poco pubblicato un libro in grado di spiegare – agli startupper ed a chi crea prodotti digital – come fabbricare motori di desidero in grado di trasformarsi in abitudini.
Hooked è un manuale che spiega quelle fasi costanti ed universali che sono dietro al successo di Farmville, Instagram, Pinterest, Twitter. Di app e siti web ai quali siamo ormai ritualmente “agganciati” nelle nostre routine quotidiane, fedeli e di ritorno più o meno consapevolmente.
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Gli adolescenti italiani secondo Telefono Azzurro e Eurispes

[Nanopress 13/01/2014]
Sexting e cyberbullismo: gli adolescenti italiani sono stati fotografati nell'indagine di Telefono Azzurro e Eurispes appena pubblicata. Lo studio sui giovani è stato condotto su 1.523 ragazzi di età compresa tra i 12 ed i 18 anni, frequentanti la seconda e la terza classe della scuola secondaria di primo grado o una delle cinque classi della scuola secondaria di secondo grado. Alcuni dati sono stati messi a confronto con quelli degli anni precedenti.

LA CRISI
Nel 2010 più di un adolescente su quattro riteneva che la crisi economica avesse colpito la propria famiglia (29%), oggi ben la metà dei ragazzi (50,1%) si dice consapevole della difficile situazione economica che vive in prima persona nella propria famiglia. Sebbene nel 64,9% la situazione professionale dei genitori complessivamente appaia invariata, in quasi una famiglia su tre (30,9%) la crisi economica ha costretto a dei cambiamenti nella condizione lavorativa. Il 59,2%, riferisce che la propria famiglia ha dovuto prestare negli ultimi mesi maggiore attenzione alle spese tagliando quelle extra come le cene fuori e i divertimenti. Moltissime famiglie (48,4%) hanno effettuato addirittura tagli sui beni alimentari e sul vestiario oppure hanno deciso di rinunciare alle vacanze (23,9%). Nel 26,1%  dei casi gli adolescenti segnalano una situazione economica così grave che la propria famiglia ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

DIPENDENZA DA INTERNET
Alla domanda “ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?” quasi metà degli adolescenti (47%) risponde “qualche volta”, al 14,5% accade spesso e al 7,2% sempre. Solo il 30,3% dei ragazzi non mai messo in atto comportamenti di dipendenza, anche se con diverse gradazioni, dalla Rete. Un terzo dei ragazzi (33,9%) ha navigato in siti di  immagini pornografiche e che esaltano un  corpo palestrato (32%); il 19,3% ha visitato siti che incitano alla violenza, all’odio contro gli stranieri  (13,1%) e a commettere un reato (12,1%); hanno inoltre navigato all’interno dei siti che esaltano l’anoressia (9,9%) o il suicidio  (4,9%), con consigli annessi.

SEXTING
Oltre 1 adolescente su 4 (25,9%) afferma di aver ricevuto sms/mms/video a sfondo sessuale ; al 73,7%, al contrario, non è mai capitato.  Il fenomeno ha subito un aumento sorprendente : dal 10,2% del 2011 al 25,9%. Ad inviare i messaggi sono principalmente amici (38,6%), partner (27,1%) e sconosciuti (22,7%). Il 12,3% degli adolescenti ammette infine di aver inviato sms/mms/video a sfondo sessuale. Le reazioni dei ragazzi al sexting: tra divertimento e indifferenza. Le reazioni degli adolescenti alla ricezione di invio o filmati a sfondo pornografico (sexting) sono prevalentemente positive. Il 30,1% dice che gli ha fatto piacere, il 29,1% che lo ha divertito. Le reazioni negative ammontano complessivamente al 23,1%: il 10,7% si è sentito infastidito, il 6,6% imbarazzato, il 2,9% spaventato ed il 2,9% angosciato. Il 16% è invece rimasto indifferente. 

DATING VIOLENCE
La dating violence (violenza fisica o psicologica all’interno dei rapporti di coppia) è estremamente diffusa tra gli adolescenti, soprattutto nella forma del rapportarsi con il proprio ragazzo/ragazza urlando (29,1%); segue l’insulto (20,9%). Tra le opzioni inerenti le varie forme di minaccia , quella subita più spesso è l’essere lasciati dal proprio ragazzo/ragazza nel caso non si faccia ciò che viene detto (8,7%). Il 5,4% degli adolescenti dichiara che il proprio partner ha minacciato di picchiarlo.

ALCOL
Il 64% dei ragazzi di 12-18 anni raggiunti dall’indagine dichiara di bere alcolici . Si tratta quasi di un’abitudine per il 10,6% e per il 2,5% che ne fa un uso quotidiano, mentre sceglie qualche volta questo genere di bibite il 50,9%. Solo il 35,2% dei ragazzi afferma di non essere interessato all’alcol. Il consumo di alcolici sembra avere inizio soprattutto nel periodo della scuola media.

I consigli per usare al meglio i Social Media nel 2014

[Wired 13/01/2/14]
Se il 2013 è stato per i Social Media un anno importante, come sarà il 2014? Non è difficile immaginare che sarà un anno con molte sorprese, anche perché alcuni dati del 2013 ci aiutano meglio a capire il fenomeno: 500 milioni di tweet inviati ogni giorno, 35 milioni di foto col tag #selfies (nel frattempo diventata parola dell’anno per l’Oxford Dictionaries) pubblicate su Instagram, 350 milioni di foto postate su Facebook ogni mese, oltre 343 milioni di utenti su G+.
Per l’inizio del nuovo anno, il blog di Klout, la discussa piattaforma che si prefigge di misurare l’influenza on line di ognuno di noi (abbiamo anche intervistato il founder tempo fa), ha pubblicato una raccolta di consigli da seguire per migliorare la propria presenza sui Social Media. Il motivo è semplice: i Social Media continueranno a far parte delle nostre vite e saranno sempre più utile nella ricerca di lavoro, oltre ad aumentare il nostro personal branding. [Leggi tutto...]

lunedì 13 gennaio 2014

Social network usati da narcisisti, lo dice una ricerca

[Webisland.net 12/01/2013]
e sono il luogo ideale – come tutti i – per i . Se molti di noi già lo sapevano, ora a confermarlo arriva la ricerca condotta dal professor Shaun Davenport della High Point University della North Carolina, ricerca su un campione di 515 studenti universitari e 669 adulti.
Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata «Computers in Human Behavior» , ha dimostrato «come il desiderio narcisista sia una molla primaria per gli utenti social», allo scopo di ottenere sempre nuovi follower o amici, a seconda del social a cui ci riferiamo. Così gli utenti sono spinti a twittare sempre di più e sempre più spesso, e a condividere continuamente status online.
Ci sono però differenze generazionali: se i più adulti preferiscono Facebook, i giovani amano soprattutto Twitter. «Il nostro studio ha evidenziato la mancanza di significative relazioni dirette o indirette fra gli studenti e la loro attività Facebook – si legge nella ricerca -  mentre, al contrario, il narcisismo è risultato essere sia direttamente che indirettamente collegato alla presenza su Facebook degli adulti, sebbene questa sia solo una delle ragioni (ma non certo l’unica) che li spinge ad aggiornare in continuazione la loro pagina».

venerdì 10 gennaio 2014

Cyberbullismo: dal Mise il nuovo Codice per tutelare i minori

[nextme 09/01/2014]
È guerra al cyberbullismo. Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato misure dure contro tali episodi, volte a tutelare soprattutto i più giovani. La bozza del nuovo Codice di Autoregolamentazione è stata approvata ieri, durante la riunione tecnica.
Reso necessario anche dai gravi fatti di cronaca che hanno visto alcuni giovanissimi arrivare a gesti estremi dopo essere stati oggetto di insulti e diffamazioni su Internet, il nuovo corpus di regole parte dai sistemi di segnalazione che i gestori dei siti devono mettere a disposizione di bambini e adolescenti per “consentire loro l’immediata segnalazione di situazioni a rischio e di pericolo”.
Secondo il Codice, gli operatori che forniscono servizi di social networking, i fornitori di servizi on line, di contenuti, di piattaforme User Generated Content e social network dovranno garantire tempestivamente l'attivazione di meccanismi di segnalazione di episodi di cyberbullismo.
Altrettanto celeri devono essere i meccanismi di risposta alle segnalazioni, per eliminare gli eventuali contenuti lesivi indicati entro un massimo di due ore dall’avvenuta segnalazione. Inoltre, dovrà essere garantito l'oscuramento cautelare temporaneo del contenuto lesivo segnalato.
Le nuove misure, secondo il MiSE, dovrebbero contrastare “la crescente tendenza dei giovani a sviluppare, attraverso l’uso dei nuovi media, una forma di socialità aggressiva e violenta che può indurre all’adozione di quei comportamenti discriminatori e denigratori verso i propri coetanei che spesso sfociano in 'contro'”:
Per verificare l'effettiva applicazione del Codice, è istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico un Comitato di monitoraggio, formato da esperti nella tutela dei minori.
Francesca Mancuso