I bambini non hanno mai consumato tanta Tv come adesso. Lo rivela il Report Kids TV di Eurodata Tv Worldwide, secondo il quale nel primo semestre 2013 in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna la fruizione ha raggiunto una media di 2 ore e 14 minuti al giorno, segnando un aumento di cinque minuti negli ultimi cinque anni. Il dato maggiore lo registrano Italia e Germania.
martedì 17 settembre 2013
Tv per bambini, Italia in testa: i piccoli incollati allo schermo per quasi 3 ore al giorno
I bambini non hanno mai consumato tanta Tv come adesso. Lo rivela il Report Kids TV di Eurodata Tv Worldwide, secondo il quale nel primo semestre 2013 in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna la fruizione ha raggiunto una media di 2 ore e 14 minuti al giorno, segnando un aumento di cinque minuti negli ultimi cinque anni. Il dato maggiore lo registrano Italia e Germania.
Infanzia, Osservatorio Diritti Minori: Abolire il Codice Tv e Minori
“Sono mutate le condizioni storiche che hanno portato al varo del Codice Tv e Minori, pertanto ne chiediamo l’abolizione”: è quanto dichiara, sorprendentemente, il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, che ha affiancato l’allora ministro delle comunicazioni, Maurizio Gasparri, nella fase di stesura del protocollo recepito dalla Legge per il riordino dell’assetto radiotelevisivo. “L’offerta televisiva, in termini di canali, è aumentata a dismisura – spiega Marziale – ed il monitoraggio è diventato impossibile. Da qui il rischio, empiricamente dimostrabile, che alcune reti sono chiamate a pagare le sanzioni previste e altre la fanno franca. Tutto ciò rende ridicolo e parziale lo strumento, concepito non già per censurare, bensì per richiamare culturalmente i responsabili dei palinsesti e i genitori al dovere di attenzionarsi in particolari momenti della giornata rispetto alle esigenze dei fruitori più piccoli”. Per il presidente dell’Osservatorio “sono maturi i tempi per sostituire uno strumento ormai vetusto con un tavolo da costituirsi presso il Dipartimento comunicazioni del governo, contemplante la rappresentanza di editori e della società civile impegnata nella tutela dei minori, allo scopo di concepire un nuovo codice di autodisciplina, più aderente alle condizioni storiche e sociali contemporanee. L’assunzione di responsabilità diretta da parte degli editori e della società civile, con l’arbitrato del governo – conclude Marziale – garantirebbe sicuramente risultati di gran lunga superiori rispetto a quelli attuali e, anzi, costituirebbe un motivo di confronto più serrato e sinergicamente in grado di agevolare il compito ai primi ed insostituibili garanti del benessere psicofisico dei bambini, ossia i genitori”.
venerdì 13 luglio 2012
Tv e Minori: per il Consiglio nazionale degli utenti, nuovo decreto consente ancora l’aggiramento dei divieti
Il Consiglio Nazionale degli utenti solleva alcuni dubbi riguardo al Testo Unico dei servizi di media audiovisivi in materia di tv e minori (Leggi Articolo Key4biz).
Il CNU nella riunione di ieri ha preso atto delle modifiche, ha accolto positivamente le disposizioni riguardanti il divieto assoluto per le trasmissioni televisive che “possono nuocere gravemente” allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori, salve le previsioni applicabili unicamente ai servizi a richiesta, e ha inoltre valutato con favore che la trasmissione di contenuti inadatti ai minori venga identificata mediante una chiara segnaletica durante l’intera durata del programma, secondo quanto previsto dalla direttive europea.
Tuttavia, “il CNU non condivide l’enfasi secondo cui questo decreto introdurrebbe norme più severe a tutela dei minori nella programmazione televisiva. Al contrario manifesta seria preoccupazione per l’ambiguità di una norma che potrebbe prestarsi a interpretazioni lassiste con ricadute negative per i giovani telespettatori”.
Perché, spiega il CNU, “l’art. 34, comma 2 stabilisce che i programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14 possano essere trasmessi anche in orario diurno in presenza di accorgimenti tecnici che escludano che i minori che si trovano nell’area di diffusione vedano o ascoltino normalmente tali programmi”.
Per il CNU, qualora si ritenesse l’attuale cosiddetto ‘controllo parentale’ rispondente a tali requisiti, “si consentirebbe praticamente l’aggiramento del divieto di tali trasmissioni prima delle 23,00 e dopo le ore 7,00 e si verrebbe così a determinare un quasi completo svuotamento del divieto alla trasmissione di film vietati ai minori di anni 14, che costituiva uno dei punti di rafforzamento della precedente normativa a tutela dei minori”.
Secondo il Consiglio nazionale degli utenti televisivi, “gli accorgimenti tecnici dovrebbero essere idonei ed effettivamente in grado di escludere che i minori accedano a programmi nocivi, ma in realtà il controllo parentale attualmente implementato in Italia, peraltro non operativo come default ma solo su iniziativa dell’utente, non garantisce in alcun modo l’esclusione dei minori dai programmi nocivi come invece prescritto dalla direttiva europea”.
Il decreto, approvato dal governo su proposta dei ministri per gli Affari europei e dello Sviluppo economico, di concerto con i Ministri degli Affari esteri, Giustizia, Economia e finanze, recepisce i rilievi della Commissione Ue, applica i precetti suggeriti dal Comitato per la Tutela dei minori e distingue in modo più chiaro la diversità tra il regime delle trasmissioni lineari (in chiaro o a pagamento) e quello delle trasmissioni non lineari (on-demand).
La nuova normativa proibisce, spiega una nota del MiSE, la messa in onda di film classificati come “vietati ai minori di 18 anni” e di programmi considerati gravemente nocivi dello sviluppo psicofisico dei minori (che potranno invece essere fruiti solo ed esclusivamente mediante servizi a richiesta dell’utente, purché dotati delle necessarie tutele, quali il parental control e il servizio di avvertenza tramite bollino rosso).
I film vietati ai minori di 14 anni e tutti gli altri programmi comunque nocivi dello sviluppo psicofisico dei telespettatori più piccoli potranno andare in onda solo fra le ore 23.00 e le 7.00 del mattino, oppure con l’uso obbligatorio di un parental control. In entrambi i casi dovrà sempre essere presente l’apposita avvertenza televisiva (bollino rosso).
Raffaella Natale
lunedì 23 maggio 2011
A Reggio Emilia "Media e minori: le abitudini dei baby spettatori"
Servizio CORECOM - Regione Emilia Romagna - A Reggio Emilia i risultati della ricerca di CORECOM e Reggio Children sui bambini in età prescolare.
“Bambini e media, tra TV, cartoons, computer e videogiochi” è il titolo dell’iniziativa che avrà luogo sabato 21 maggio, dalle 9.15 alle 12.30, presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia. L’evento vedrà la presentazione dei risultati di una ricerca, realizzata dal CORECOM Emilia-Romagna e da Reggio Children, che ha indagato i ruoli e i significati dei media nella vita dei bambini in età prescolare, attraverso un percorso della durata di due anni, che ha coinvolto minori, genitori e insegnanti.
La ricerca ha permesso di analizzare le abitudini nella fruizione mediatica nella prima infanzia, attraverso un questionario rivolto alle famiglie, i focus group con genitori, insegnanti e pedagogisti e il coinvolgimento diretto di bambini tra i 20 mesi e i 6 anni. Il progetto, oltre a promuovere un uso responsabile e consapevole dei media, si è posto l’obiettivo ambizioso di costruire uno strumento di ricerca e formazione che potesse essere diffuso sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna.
Cosa guardano i bambini e con quali modalità? Cosa pensano di pubblicità e TG? I risultati tracciano il quadro di bambini che già dalla primissima infanzia sono ampiamente esposti ai media; la televisione si conferma in cima alle preferenze, ma molti bambini della scuola materna utilizzano anche computer e videogiochi. Permangono alcune cattive abitudini, come guardare la tv durante i pasti o prima di dormire, ma emergono con forza anche le preoccupazioni dei genitori, per i contenuti violenti di videogiochi e tv – tanto che molti preferiscono utilizzare dvd e filmati scaricati dalla rete – e per una tecnologia che entra a far parte precocemente della vita dei loro figli.
L’incontro, moderato dal Direttore di Rai Regionale, Fabrizio Binacchi, vedrà la presenza di Arianna Alberici (Componente CORECOM) e di Carla Rinaldi (Presidente di Reggio Children). A presentare la ricerca le pedagogiste Paola Strozzi (Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia, Comune di Reggio Emilia), Mascia Marconi (Progettinfanzia Bassa Reggiana) ed Elena Bega (Coopselios). Agli interventi di Franco Mugerli (Comitato Media e Minori) e dell’Ufficio Scolastico Regionale, seguirà un dibattito aperto a tutti i partecipanti
martedì 16 febbraio 2010
La tv rubata ai bambini
Statistiche ed immagini