lunedì 20 gennaio 2014
Bambini e ebook, in America quasi il 70% dei piccoli lettori usa l'ereader abitualmente
MILANO – Circa due terzi dei ragazzini fino a 13 anni leggono libri digitali e il 92% di questi legge su ereader almeno una volta a settimana. È quanto emerge dall’ultimo report di uno studio sul rapporto tra bambini e lettura digitale condotto negli Stati Uniti nel corso del 2013 da PlayScience, la divisione ricerche della compagnia PlayCollective, in collaborazione con Digital Book World, la conferenza internazionale che si tiene annualmente a New York dedicata all’analisi del mondo dell’editoria digitale.
[Leggi tutto...]
lunedì 4 novembre 2013
I bambini amano i tablet
A parlarne è un nuovo studio, “Zero to Eight: Children’s Media Use in America, 2013”, condotto da Common Sense Media, una nonprofit di San Francisco che esamina il rapporto tra la tecnologia e i bambini, citato dal New York Times.
Lo studio è stato condotto su 1.463 genitori con bambini fino a 8 anni. Quello che emerge è un notevole cambiamento negli ultimi 24 mesi: tra i bambini con meno di due anni, il 38% ha usato iPhone, tablet o Kindle; la stessa percentuale, invece, si registrava due anni fa tra i bambini under 8. Molto più comuni sono diventati, in questo periodo, i tablet: il 40% delle famiglie ora ne possiede uno, contro l’8% di due anni fa; il sondaggio di quest’anno ha inoltre evidenziato che il 7% dei bambini ha un proprio tablet.
«Sono rimasta impressionata dalla rapidità del cambiamento - ha detto Vicky Rideout, autrice di entrambi i rapporti -Tablet e iPhones sono dei ”game changers” perché sono così facili da usare».
Non è quindi merito delle capacità dei bambini, come amano pensare molti genitori, ma soprattutto dell’uso facile e intuitivo dei nuovi dispositivi, spesso usati dagli adulti per godere di una pausa rilassante: «So che se ho bisogno che Zoe stia tranquilla per un’ora, posso darle l’iPad e non la sentirò» ha detto la dottoressa Laurel Glaser, che ha due figlie di 5 (Zoe) e un anno (Maya).
Glaser è una dei pochi genitori intervistati che segue il consiglio dell’associazione dei pediatri americani di non mettere davanti a uno schermo i bambini nei primi due anni di vita. «Non sono così rigida e qualche volta guardiamo la tv con entrambe le bambine - ha detto - ma non abbiamo delle “baby apps” per Maya».
Ma la raccomandazione è in gran parte ignorata: secondo il sondaggio, i bambini con meno di due anni trascorrono in media un’ora al giorno davanti allo schermo, guardando la tv, usando il computer o giocando con le app su smartphone e tablet. La media raddoppia per i bambini tra i due e i quattro anni, mentre quelli tra i 5 e gli 8 anni passano 2 ore e 20 minuti davanti allo schermo.
mercoledì 23 ottobre 2013
Qwert: la palestra per l’uso consapevole dei social network
Si chiama Qwert ed è il primo social network che non spaventa docenti e genitori. Anzi è stato pensato e ideato per i più giovani, per i ragazzi nati e cresciuti nell’epoca delle chat. A progettare il Facebook senza rischi ci hanno pensato l’Azienda Ulss 9 di Treviso con il Comune, il Lions Club e l’ufficio scolastico provinciale. Di fronte al problema del cyber bullismo e all’allarme Ask.fm, Treviso ha provato a dare una risposta: un social network per i ragazzi degli istituti scolastici secondari di primo grado del territorio dell’azienda sanitaria 9; un bacino potenziale di 2500 studenti in tutte le nove scuole, sia pubbliche e private, della città (oltre ad altre tre in provincia). Una sperimentazione che punta ad estendere il modello a tutti i distretti arrivando a coinvolgere dieci mila studenti. Il tutto è nato con l’intenzione di dare ai ragazzi la possibilità di usare un social network dove potersi presentare, scambiare e conoscere pensieri, chattare, taggare in sicurezza. Non solo.
mercoledì 16 ottobre 2013
I bambini scoprono la natura con l'aiuto della tecnologia
Uno strumento che aiuta i più piccoli a scoprire la natura ha vinto il primo premio della settima edizione del Samsung Young Design Award. Il concorso, patrocinato dall'Associazione design industriale e rivolto agli under 30, ha premiato Geng Kun che ha ideato il progetto “Wikid”.
Osservare la natura per imparare - Si tratta di un dispositivo che stimola i bambini a esplorare l'ambiente e a salvare informazioni, foto e contenuti sul sistema. Il progetto si basa sull'esperienza diretta, la parte più importante del processo di apprendimento dei bambini, che attraverso la tecnologia possono raccogliere e condividere le loro avventure con i genitori e gli altri coetanei.
lunedì 5 agosto 2013
Smartphone e Bambini, attenzione!
I genitori dovrebbero stare ben attenti a far giocare i propri bambini con il loro smartphone.
Secondo una notizia di CBS News, infatti, sembra che i bambini che giocano con un telefonino sin dalla più tenera età potrebbero avere dei problemi nello sviluppo di alcune aree del cervello. Negli Stati Uniti, addirittura, il 25% dei bambini da 1 a 3 anni hanno il loro smartphone, con i genitori che lo vedono come un mezzo di apprendimento.
Smartphone, per i bambini sono una distrazione nociva
Gli esperti dicono tuttavia che i bambini non sono in grado di imparare dagli smartphone, ma li usano solo come “distrazione”. La preoccupazione maggiore è quella legata all’impatto del telefono su alcune aree del cervello che tipicamente si sviluppano nel corso dell’infanzia.Smartphone e bambini, attenzione allo sviluppo del cervello
L’uso del telefono potrebbe provocare nei bambini dei seri problemi sociali, verbali e di apprendimento che si porterebbero dietro per tutta la vita.La psichiatra americana Gail Saltz avrebbe infatti detto durante una recente puntata di “CBS This Morning: Saturday” che l’uso degli smartphone che attualmente i genitori permettono ai loro bambini è molto dannoso per l’infante. I più grandi vedono lo smartphone come un sostituto del “babysitting”, per evitare che il bambino si annoi.
Da 1 a 3 anni un bimbo dovrebbe invece imparare ad ascoltare e a parlare, dovrebbe toccare le cose e lavorare di fantasia e creatività, non dovrebbe invece vedere video su Youtube o giocare con un telefono, dato che questo minimizza l’importanza di questa fase dell’apprendimento.
Via | timesofindia.indiatimes.com
I bambini preferiscono leggere su eReader
MILANO – L’eterna lotta tra eReader e libro classico, soprattutto per quanto concerne la lettura per bambini, risulta essere ancora un terreno di confronto sul quale si avvicendano pareri totalmente opposti. Su questo tema si è pronunciato anche Jordan Shapiro, studioso che si occupa di psicologia, apprendimento e tecnologia. Su Forbes, rivista per la quale collabora, è apparso recentemente un interessante articolo il quale, attraverso una dettagliata argomentazione, spiega come l'eReader si sia rivelato il nuovo strumento utile a stimolare la voglia di leggere tra i bambini. Nonostante questo, eBook e libro cartaceo sono due forme diverse che non si escludono ma possono convivere fianco a fianco contribuendo ognuno a sviluppare particolari abilità nei bambini.
I BAMBINI E LA LETTURA – I bambini, soprattutto quando finisce la scuola, se non hanno come compito assegnato dalle insegnanti la lettura di uno o più libri, tendono a trascorrere la maggior parte del loro tempo davanti a videogiochi, tralasciando i più salutari libri. Focalizzandosi in particolar modo sulla sua esperienza di padre ed appassionato di lettura, Shapiro spiega come il segreto per riuscire a far leggere un bambino sia presentargli in modo differente l’attività: “Non ho mai detto a mio figlio che, tecnicamente, lui stava leggendo. Per proporgli un libro gli dico sempre ‘controlla un po’. Mi sembra bello.’ ”
[Leggi tutto...]
venerdì 26 luglio 2013
Infanzia, Spadafora: "Auspico Parlamento convochi presto commissione"
“Finalmente è stata nominata la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, adesso auspico che venga convocata quanto prima e inizi ad operare. Sono disponibile fin da subito a collaborare, nel rispetto delle competenze, perché soltanto una determinata azione sinergica può ottenere azioni concrete per i diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia”. Così Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, commenta la nomina dei componenti della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. “Nelle mie visite sui territori ho ascoltato le voci dei bambini, ho raccolto storie, proposte, anche degli operatori che, a diverso titolo, dedicano la loro vita ai più piccoli. C’è un mondo di persone seriamente impegnate che chiede di poter contribuire al miglioramento dei diritti: va costruito un ponte che colleghi il mondo silenzioso dei minorenni alle Istituzioni. In questo contesto il Parlamento e la Commissione espressamente dedicata all’infanzia e all’adolescenza rivestono un ruolo centrale. La Commissione è prevista per legge – sottolinea Spadafora - , e fa parte di quel “sistema infanzia” fatto di tanti pianeti e satelliti che si è venuto a creare in modo progressivo in Italia. Un sistema non organico: Osservatori, Tavoli, Gruppi di lavoro che stiamo studiando per proporne una riforma, e chiedo sin da ora alla Commissione di lavorare insieme”. Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ricorda che: “Le Commissioni parlamentari delle precedenti legislature hanno mostrato come essa possa essere un luogo chiave per lo sviluppo di una cultura dell’infanzia e per la definizione delle leggi, delle politiche e delle prassi necessarie per tradurre in concreto i diritti dei bambini e degli adolescenti. Ma per ottenere questo è necessaria una volontà politica forte e costante”.
lunedì 26 novembre 2012
Wonderbook, il libro in realtà aumenta
Da poche settimane Sony ha lanciato la “piattaforma” Wonderbook, sistema che sfrutta la realtà aumentata, sviluppato da SCE London Studio. Di Wonderbook “Il libro degli incantesimi” e del futuro prossimo in casa Sony, ne abbiamo parlato con Marco Saletta general manager di Sony Computer Entertainment Italia.
Da pochissimo avete lanciato Wonderbook, qual è il pubblico a cui si indirizza questo particolare prodotto?
La piattaforma Wonderbook si rivolge alla famiglia e ai bambini in età compresa tra i sei e i nove anni. Wonderbook è un progetto che nasce come “Libro degli incantesimi” e che evolverà nel prossimo futuro, esplorando mondi sempre legati alla lettura, ma diversi da quello che è oggi “Il libro degli incantesimi”. Faccio riferimento a prodotti che potranno essere a sfondo scientifico, naturalistico, pensiamo anche alle graphic novel.
Da Nintendo abbiamo una nuova console che sfrutta il doppio schermo, da voi abbiamo una piattaforma che usa la realtà aumentata. L’hardware videoludico va verso direzioni che, in un certo senso, destrutturano la console tradizionale, per contro i titoli dedicati agli hardcore gamers presentano scarsissime caratteristiche di innovazione. In casa Sony come si vive questa dicotomia?
La sensazione è che gli hardcore gamers avranno sempre un ruolo rilevante, per Sony in modo particolare, ma anche per l’industria videoludica in generale. È però necessario esplorare strade nuove. “Call of Duty” arriverà, probabilmente, nel 2030 alla sua trentesima edizione, nel frattempo sarà obbligatorio per l’industria esplorare campi diversi. Se si vuole allargare la fetta di mercato non c’è alternativa. In Italia la penetrazione del videogame è intorno al 40% delle famiglie, se vogliamo aumentare la penetrazione del prodotto, occorre innovazione. Sony con la realtà aumentata, prima ancora di Wonderbook, già con prodotti come “Invizimals” per PSP, che ha riscosso un grosso successo, sta aprendo e cercando territori inediti.
Ha parlato di console portatili, ma in un periodo in cui tablet e smartphone riscuotono molto successo per il gioco in mobilità, soprattutto catturando un ampio bacino di pubblico casual, ha ancora senso proporre console portatili?
Direi di sì, nel senso che il gioco sul tablet e quello sul telefonino rimane una prerogativa casual, il gioco su piattaforma portatile, mi riferisco in particolare alla PlayStation Vita, soddisfa un bisogno di giocatori più esigenti. Quando Sony lanciò Vita, si rivolse espressamente a un target hardcore. Credo che nei prossimi due anni i titoli sviluppati continueranno a rivolgersi allo stesso genere di pubblico, dopodiché bisognerà valutare se ampliare, anche nel caso della PlayStation Vita, il target a una platea più allargata. Detto questo non c’è dubbio che tablet e telefonini, oggi siano territorio anche per videogiocatori.
Parlando di titoli, Sony sta portando avanti un’interessante commistione tra narrazione e gioco, ha aperto Playstation Playstation Network una serie di titoli interessanti che sovrastano la classica divisione tra casual e hardcore. Cosa dobbiamo aspettarci, su questo versante, in futuro?
Dobbiamo tornare alla domanda precedente, perché le strade sono due: hardcore gamers e famiglia. L’esplorazione vera per quanto riguarda le piattaforme la stiamo facendo sul target famiglia, quindi prodotti che sfruttino il “Move” e poi abbiamo Wonderbook. Per gli hardcore gamers abbiamo tutto un mondo di entertainment puro. Poi ci sono titoli che permettono di immergersi nella storia anche a livello emotivo, in questo senso “Heavy Rain” ha dato una direzione. E da questo punto di vista credo che nel 2013 Sony avrà una lineup molto interessante, molto sperimentale, che guarda a lungo termine anche per gli anni a venire. E speriamo che ci siano novità anche per l’hardware…
Speriamo, anche, di no…
Perché no? In realtà in questo momento si sente la necessità di nuove console, perché il consumatore videoludico, dopo sette anni, di Xbox 360 e PS3, inizia ad avvertire il bisogno di qualcosa di nuovo. E per nuovo si intende grafica che, sembra impossibile, ma a quanto pare, non è mai abbastanza.
Mentre spengo il registratore non posso che immaginare “Call of Duty 30”.
Alessandra C
lunedì 15 ottobre 2012
Europarlamento: passo per protezione minori in rete
''Internet sta diventando sempre piu' pervasivo nella vita dei minori e, se da un lato offre nuove e inedite opportunita' ai bambini e ai ragazzi di far sentire la loro voce, dall'altro li espone a rischi elevati e richiede un intervento su almeno tre fronti: accesso ed educazione, protezione, e cittadinanza digitale''. E' quanto ha detto Silvia Costa, eurodeputata del Pd la relatrice del rapporto approvato oggi in commissione cultura sulla protezione dei minori nel mondo digitale.
La relazione contiene specifiche indicazioni rivolte alla Commissione sulle modalita' con cui la protezione dei minori nel mondo digitale puo' essere incorporata nelle sue azioni e provvedimenti secondo una metodologia piu' efficace, potenziando i meccanismi gia' esistenti come le hotlines nazionali, secondo gli standard INHOPE, i red buttons, gli alert per i genitori e gli altri, per assicurare un approccio coerente e coordinato nei confronti della sicurezza online del bambino.
Quattro, quindi, i cardini della proposta di Silvia Costa: una cornice generale di diritti e di governance, il diritto di accesso e di educazione nei media e nei nuovi media, il diritto alla protezione, il diritto alla cittadinanza digitale.
In materia di protezione, la relazione chiede a Commissione e Stati membri di valutare l'opportunita' di iniziative specifiche da parte dei servizi preposti alla sicurezza e alla tutela, come quello giudiziario e di polizia, con l'obiettivo di realizzare tempestivi interventi sui contenuti pericolosi, in accordo con le legislazioni nazionali, anche di Paesi terzi.
''Vanno indubbiamente incoraggiate le azioni di contrasto alla criminalita' online messe a punto con successo da alcuni Stati membri - ha segnalato Scurria - ma le differenze culturali e giuridiche esistenti tra essi, non permettono di stabilire con chiarezza i contenuti da sanzionare''. I contenuti illeciti o nocivi provengono anche da paesi terzi e quindi la relazione mira a ''un approccio coordinato sia a livello europeo che internazionale per permettere di armonizzare la tutela contro questo tipo di contenuti''.
martedì 11 settembre 2012
Toys R Us Tabeo, il tablet per bambini
Se in passato le lettere per Babbo Natale comprendevano giocattoli di ogni genere, da diverso tempo a questa parte l’elenco si è allargato anche all’elettronica di consumo. I più piccoli sono sempre più interessati alla tecnologia, come confermato dalle ultime novità in arrivo presso le catene di negozi Toys R Us: la celebre società che si occupa di produrre giochi per l’infanzia ha infatti annunciato l’arrivo di un tablet dedicato ai bambini, la cui immissione sul mercato avverrà il prossimo 1 ottobre.
Battezzato Tabeo, il dispositivo offre un display da 7 pollici, una CPU da 1 GHz, 4 GB di spazio per l’archiviazione con la possibilità di giungere fino a 32 GB mediante schede di memoria ed un design che si allontana da quello dei dispositivi elettronici per i più piccoli, avvicinandosi invece a quelli presenti sugli scaffali dei negozi di elettronica. Ad animare il tablet sarà Android, con uno store di app sviluppato dalla stessa Toys R Us e che ad oggi annovera oltre 6000 titoli.
Il Tabeo sarà in vendita soltanto nei negozi della catena Toys R Us, ad un prezzo di 149,99 dollari per unità, a partire dal 1 ottobre, con l’obiettivo di tendere la mano ai più piccini, sempre più attratti dai dispositivi elettronici e dunque in un certo senso bisognosi di soluzioni su misura.
Davide Falanga
lunedì 10 settembre 2012
Dai 3 anni bambini immersi nel digitale
Era il 1984 quando Steve Jobs arrivò da Cupertino a Reggio Emilia per conoscere di persona l'azienda distributrice dei suoi prodotti, appena rilevata e diventata sede di Apple Italia (lo rimase ancora per qualche tempo). Proprio in quello stesso anno, nella città emiliana, il primo Mac entrò nelle scuole dell'infanzia, che «Newsweek» consacrerà nel 1991 come le migliori del mondo. Una sincronicità significativa se si conosce il progetto educativo di Reggio Emilia: «Il bambino ha cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di pensare, di giocare e di parlare» scriveva in forma di poesia Loris Malaguzzi. [Leggi tutto...]
Come proteggere i minori online: i suggerimenti degli esperti McAfee
"Chi ha figli che utilizzano Internet si sente come intrappolato in un paradosso tecnologico." dichiara Giorgio Bramati, Consumer Partner Manager, McAfee "Da un lato sappiamo bene quanto sia importante per i nostri figli poter familiarizzare con le nuove tecnologie e con i fantastici vantaggi che offrono. Dall'altro non possiamo non essere preoccupati dei pericoli presenti su Internet".
Per questo motivo McAfee ha reso disponibile un decalogo per aiutare i genitori a proteggere i propri figli online. "Sedersi con i ragazzi per leggere insieme queste 10 regole aiuterà i genitori a lasciar addentrare tranquillamente i propri figli nell'universo di Internet per imparare, esplorare e comunicare" aggiunge Bramati. "In molti casi, poi, i ragazzi sono tecnologicamente più preparati rispetto agli adulti, pertanto alcuni genitori potrebbero sentirsi intimiditi e restii a imporre regole che sono fondamentali per la protezione dei propri figli quando navigano e socializzano online, ma fortunatamente, sono disponibili software per la sicurezza che possono limitare le attività online dei ragazzi e allentare la pressione sui genitori che tentano di restare al passo con i nuovi rischi".
Ecco il decalogo di McAfee:
- Controllare l'utilizzo di Internet da parte dei minori. Installare il computer in una zona molto frequentata della casa e limitarne l'uso notturno. E' consigliabile prendere anche in considerazione un software di monitoraggio della sicurezza dei minori come IMSafer.
- Proteggere il computer con un software di protezione efficace e mantenerlo aggiornato.
- Assicurarsi che i propri figli capiscano le regole di base per l'utilizzo dei siti di socializzazione come Facebook e i blog. I ragazzi devono custodire le proprie password e non pubblicare mai dati personali o foto inappropriate. I blog e i siti di socializzazione offrono strumenti per la tutela della privacy che possono essere attivati per bloccare l'ingresso a utenti potenzialmente pericolosi (forniti automaticamente ai ragazzi di età inferiore ai 15 anni).
- E' indispensabile che i ragazzi informino i genitori se organizzano appuntamenti di persona con gli utenti conosciuti online. Prima di eventuali incontri di questo genere, accertarsi dell'identità di queste persone e accompagnare i ragazzi all'appuntamento in un luogo pubblico.
- Quando utilizzano i programmi P2P di condivisione dei file, i ragazzi non devono mai scaricare file provenienti da sconosciuti. E' possibile che scarichino file infetti, immagini, giochi e musica inadatti o file multimediali protetti da leggi sul copyright. I ragazzi non devono consentire agli utenti di caricare i loro file musicali a meno che non siano certi di disporre dell'autorizzazione alla condivisione.
- Non consentire ai propri figli di compilare moduli su sondaggi online. Se desiderano iscriversi a siti legittimi come Disney o simili, dovranno prima rivolgersi a uno dei genitori che potrà leggere l'informativa sulla privacy del sito e le relative norme di condotta.
- Consentire ai propri figli di utilizzare solo chat room monitorate e fare in modo che utilizzino uno screen name che non consenta di risalire alla loro vera identità. Come nel caso dei blog e di Facebook, i ragazzi non devono mai rivelare informazioni personali o condividere foto. I ragazzi devono sapere che le persone possono mentire riguardo alla propria identità e che gli amici conosciuti online sono pur sempre degli estranei.
- Spiegare ai ragazzi che devono ignorare messaggi di e-mail e instant messaging provenienti da sconosciuti. Non devono mai aprire allegati che non si aspettavano di ricevere nè fare clic sui collegamenti inclusi nei messaggi. Come nel caso dei blog e di Facebook, non devono mai inviare informazioni personali. Configurare correttamente l'applicazione di messaggistica immediata utilizzata dai ragazzi e accertarsi che non si avvii automaticamente all'accensione del computer. Fare in modo che spengano il computer e chiudano la connessione quando il PC non viene utilizzato
- Utilizzare browser per ragazzi e motori di ricerca creati appositamente per i minori. I browser per i ragazzi come Il Veliero non visualizzano parole o immagini inappropriate. Questo tipo di browser offre siti web precaricati adatti ai minori e filtri terminologici preimpostati. E' necessario solo accertarsi di esaminare e approvare i siti web e le parole predefiniti. I motori di ricerca per i bambini come il nocchiero effettuano ricerche e mostrano risultati limitati.
- Consentire ai propri figli di trovare siti web idonei e utili utilizzando gli elenchi creati da esperti del settore. L'American Library Association mette a disposizione un ottimo elenco: The ALA Great Web Sites for Kids. First Gov for Kids pubblica siti per bambini con contenuti di educazione civica ed elenca gruppi di siti adatti ai minori.
mercoledì 14 marzo 2012
Iperconnessi ma anche fragili Chi vince nel nuovo mondo?
GIOVANI e adolescenti cresciuti con la presenza costante di Internet sono capaci di dedicare la propria attenzione a molte cose contemporaneamente. La rete è per loro una protesi cognitiva e la consuetudine al suo utilizzo fa in modo che imparino ad affrontare il mondo e i suoi problemi in maniera diversa dai genitori e dagli adulti. Una ricerca della Elon University 1 e del Pew Internet Project 2 sostiene che gli effetti dell'esposizione costante alle informazioni in rete influenza grandemente gli stili di vita dei giovani. In maniera positiva, almeno per ora.
[Leggi tutto...]
lunedì 5 marzo 2012
Consigli per 'navigare sicuri'
L’uso superficiale dei nuovi media, aggiunto al divario di conoscenze tra genitori e figli in ambito tecnologico, hanno generato l’aumento di modi pericolosi di navigare in rete. Accanto al problema della pornografia minorile (video e foto in cui sono ritratti minorenni coinvolti in atti sessuali, svestiti o in atteggiamenti erotici), oggi ci sono nuove forme di violenza in cui sono coinvolti bambini e adolescenti: dall’adescamento on line al fenomeno del sexiting.
Spesso sono gli stessi ragazzi i protagonisti di alcune azioni moleste, è il caso del cyberbullismo. Bassa percezione del rischio e poca selettività nella scelte delle amicizie on line soprattutto nell’utilizzo di social network. Questo il comportamento dei minori in rete, sempre più facili vittime di malintenzionati che sfruttano le nuove tecnologie per i loro scopi. Già nel Convegno “Nuove tecnologie: i reati sessuali sui minori” promosso da ECPAT Italia in collaborazione con Roma Capitale, Fastweb e Associazione Familiaristi Italiani, il 29 novembre 2011, era emersa quest’analisi grazie all’intervento delle Forze di Polizia.
FASTWEB ed ECPAT, con la campagna “Navigare in rete senza pericoli” vogliono offrire una serie di consigli utili per rendere i nuovi mezzi di comunicazione “luoghi” sempre più sicuri. Ecco un esempio: “Ribadisci ai minori che devono immediatamente segnalare a te o a una persona di cui si fidano, se ignoti, conosciuti in rete, cercano di fissare un incontro oppure offrono gratuitamente qualcosa”. Tra tutti spicca il suggerimento più importante: “Ricorda che nessuno di questi consigli potrà sostituirsi al ruolo guida di genitore, insegnante ed educatore”.
Marco Scarpati, presidente di ECPAT-Italia, afferma “ECPAT ha promosso le leggi che contengono la normativa sul contrasto a tutti i fenomeni dello sfruttamento sessuale a danno di minori, tra cui la pedopornografia. Leggi approvate nel 1998 e nel 2006". Continua "ora bisogna fare di più. Affiancare gli insegnanti, i genitori, i ragazzi. Accorciare le distanze e aiutarli con consigli utili per la vita di tutti i giorni. Non dobbiamo però perdere di vista né la società, cui va mossa una forte critica, per una eccessiva erotizzazione e gioco con i corpi di adolescenti e bambini, né le leggi: attendiamo da tempo la ratifica della Convenzione di Lanzarote."
Sergio Scalpelli, Direttore delle Relazioni Esterne e Istituzionali di FASTWEB, dichiara: “FASTWEB appoggia la battaglia di ECPAT per un uso più sicuro dei nuovi media, a tutela dei minori. Crediamo infatti che vada promosso un utilizzo più consapevole delle tecnologie anche nelle famiglie. Con questa e altre iniziative vogliamo contribuire a colmare la distanza di conoscenza fra i giovani nativi digitali e i genitori”.Non solo consigli nella pagina “Navigare in rete senza pericoli” del sito www.ecpat.it. A partire dal 1° marzo genitori, ragazzi, insegnanti…chiunque potrà capire cosa significano le parole chat o social network, leggere alcuni fatti di cronaca emblematici, capire attraverso alcune stime le caratteristiche del fenomeno.
mercoledì 8 febbraio 2012
Internet: Peluffo, tema sicurezza minori in agenda digitale
"Mi impegno, per quello che mi compete, a portare il tema della sicurezza dei minori nella rete nella cabina di regia sull'agenda digitale che si avvia dopodomani con il ministro Profumo". Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Paolo Peluffo nel suo intervento al convegno 'Agenda strategica per la promozione dei diritti online dei minori' organizzato a Montecitorio. "E' essenziale che i giovani insegnino ai genitori e che i genitori e i figli siano presenti insieme nella navigazione, questo e' sempre piu' difficile con gli smart phone e i tablet -ha spiegato Peluffo-. Per questo e' ancora piu' importante fare campagne e anche azioni di comunicazione. La Tv dovrebbe fare qualcosa di approfondito sull'alfabetizzazione e l'uso responsabile di Internet, ma la scuola e' il luogo principale in cui agire". Per Peluffo, "oggi noi abbiamo due problemi: aumentare la partecipazione in rete e evitare i crimini nella rete, che vanno repressi con durezza. La scuola deve fare un vero programma integrato, questo lo vedremo con Profumo". Il sottosegretario si e' impegnato in prima persona: "Non so se gia' ci sono strumenti normativi, ma faro' del mio meglio per sensibilizzare perche' sull'uso responsabile di Internet ci sia una risposta positiva in tempi rapidi. La sensibilita' e' altissima, troverete la disponibilita' mia e dei ministri competenti".
venerdì 23 dicembre 2011
La comunicazione ai tempi dei social network: i ragazzi italiani sono i più a rischio
Dopo le televisioni a cristalli liquidi e quelle al plasma, e tante altre tecnologie che si posizionano come innovazioni sul mercato, si è giunti in una nuova era, e in una straordinaria rivoluzione digitale, volta a modificare le modalità di vita, di pensiero e di lavoro.
I nuovi media danno luogo ad una modalità comunicativa, intesa come contemporanea e reciproca partecipazione attiva dei partecipanti ad un progetto comune di comunicazione, che si sviluppa secondo percorsi naturali e creativi e quindi non programmabili.
La tecnologia digitale tende a cambiare la natura dei mass-media, nel senso che da una situazione in cui le informazioni vengono sospinte verso l’utente, si passa ad una in cui sono gli utenti ad attirare a sé le informazioni.
L’interattività dei nuovi media, in questo ambito, tende a tradursi nella capacità dei sistemi di accogliere le richieste dell’utente e di soddisfarle contestualmente.
Ci si chiede quindi se l’utilizzo di internet possa essere finalizzato a scopo educativo, cercando un modo innovativo e “social” per avvicinarsi ai ragazzi di oggi, cercando cioè di parlare come loro, dando nel contempo delle linee guida con cui veicolare il loro comportamento nella rete, prevenendo i rischi che ogni ambiente “sconosciuto” comporta…
Da una ricerca europea condotta su un campione di 25.142 ragazzi dai 9 ai 16 anni in 25 Paesi europei, finanziata dal Safer Internet Programme della Commissione europea, emerge un dato importante: i ragazzi italiani risultano quelli più vulnerabili nella scoperta del mondo 2.0, iniziando tardi, rispetto alla media dei ragazzi europei, a navigare in Rete, divenendo poi però i più assidui frequentatori (quasi tutti si connettono in rete, più della metà tutti i giorni).
Parallelamente, ci troviamo a dover far fronte anche ad un’altra consapevolezza: si diffonde, in maniera esponenziale, l’utilizzo dei social tramite smartphone, che diventa una situazione rischiosa in quanto meno controllabile. A differenza degli altri Paesi, i ragazzi italiani inoltre differiscono per non avere accanto genitori o insegnanti che riescano ad educarli al mondo di internet e a ciò che esso comporta. Unire, in altre parole, passione e consapevolezza.
Nasce spontaneo chiedersi dunque: Come si può educare e accompagnare i ragazzi ad un uso sicuro del web?
A risposta di questa domanda Telecom Italia realizza un progetto volto proprio alla sensibilizzazione dell’importanza di avere consapevolezza nel web.
Con Navigare Sicuri, Telecom Italia si pone da tramite con le famiglie italiane cercando di spiegare di questo magico mondo di Internet, che però può risultare illusorio e pericoloso, se non lo si affronta con i giusti strumenti.
Per questo motivo ha deciso di organizzare GENITORI VS FIGLI– Alleati sicuri o sicuri rivali?, una round table che pone a confronto gli educatori e i figli cercando di spiegare rischi e risorse della rete, creando un canale di comunicazione in cui entrambe le parti possano esprimersi e dialogare.
Cristina Bando
martedì 20 dicembre 2011
Archivio Stampa ‘Informazione tv e minori, è vera tutela?’
Come e cosa fare per tutelare bambini e adolescenti, quotidianamente bombardati da notizie e immagini che possono influenzarne negativamente la crescita, garantendo allo stesso tempo, nell’informazione e comunicazione,la libertà d’espressione?
L’argomento, delicato e di ampio respiro, è stato affrontato nel corso di un convegno-seminario di studio, “Informazione tv e minori. E’ vera tutela?”, organizzato a Messina dall’Aiaf (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori).
Giuristi, giornalisti, docenti di diritto internazionale e costituzionalisti si sono confrontati su questo tema, ricordando le Carte siglate per la salvaguardia dei giovani, dalla Convenzione Onu sui “Diritti del fanciullo” (firmata a New York nel 1989 e ratificata in Italia nel 1991), alla “Carta di Treviso” (codice di autoregolamentazione dei giornalisti) e alle direttive dell’Unione europea, con un occhio alle nuove tecnologie e alla normativa in materia In altri Paesi..
“Abbiamo voluto porre attenzione a tutti i problemi che nascono quando i minori vengono a contatto con i mezzi d’informazione, tv, internet, social network, non solo come soggetti attivi ma anche come soggetti passivi” , spiega l’avvocato Remigia D’Agata, presidente Aiaf Sicilia.
Chi deve provvedere a che contenuti poco adatti ai giovani non appaiano su giornali, su riviste?
“Da parte di chi gestisce l’informazione occorre una maggiore attenzione al rispetto sia delle norme nazionali e internazionali, sia della Carta di Treviso che gli stessi giornalisti si sono dati”, risponde D’Agata, “ i giornalisti dovrebbero evitare scene particolarmente cruente o che coinvolgono minori in situazioni poco opportune”.
Su internet la tutela dei minori è più complicata, aggiunge D’Agata, “per tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, telefonini, videocamere, con le quali si riprende tutto indiscriminatamente e tutto si riversa sul web. Sarebbe forse opportuna un’attenzione maggiore da parte dei genitori”.
La comunicazione “ai tempi di facebook” è l’argomento affrontato da Aldo Mantineo del Dipartimento Formazione Associazione siciliana della stampa. “Noi giornalisti, operatori dell’informazione in genere, dobbiamo avere una consapevolezza diversa rispetto al passato perché il panorama dei mezzi di comunicazione è cambiato. I ragazzi che si avvicinano al mondo dell’informazione molto spesso lo fanno attraverso social network, o blog, e il vero nodo di internet è rappresentato dal fatto che normalmente la verifica (che in tutti i media tradizionali, anche quelli on line viene fatta da redazioni, da giornalisti, specificatamente attrezzati per questo), nel caso di alcuni contenuti presenti sulla rete, scarica questo compito essenziale (dell’attendibilità dell’informazione), sul fruitore finale. E se questa verifica la deve fare un adulto, con la propria esperienza, con i propri mezzi, è un conto, se la deve fare un ragazzino di 12-14 anni, è ben altro”.
Cosa si può fare?
Noi, come giornalisti, dobbiamo avere la consapevolezza dei cambiamenti che ci sono stati negli ultimi 20 anni e che hanno stravolto il modo stesso di fare la professione e dobbiamo riuscire a gestirli, questi cambiamenti, risponde Mantineo “sapendo bene che dall’altra parte i nostri possibili lettori, fruitori, possono anche essere dei ragazzi, che non hanno tutti gli strumenti e l’attrezzatura professionale giusta per poter decodificare quello che è il nostro messaggio. Abbiamo dunque bisogno di entrare direttamente in contatto con loro attraverso un linguaggio che sia facilmente comprensibile ma occorre anche una impostazione di contenuti che sia molto più attenta ai valori”.
Cinzia Gorini
Smart Tutor, l’applicazione Android che protegge i minori lanciata da Vodafone
Grazie alla collaborazione tra la compagnia telefonica Vodafone Italia e la Polizia di Stato (Polizia Postale e delle Comunicazione) nasce l’applicazione Vodafone Smart Tutor, un tool gratuito che consentirà di proteggere lo smartphone nel momento in cui viene utilizzato dai minori.
Grazie all’applicazione, infatti, i genitori potranno non solo bloccare chiamate e messaggi, ma anche limitare l’uso di alcune funzionalità del cellulare, come ad esempio il browser Web, il Bluetooth o anche la fotocamera.
Si potranno settare delle modalità di utilizzo a seconda delle fasce orarie (ad esempio per evitare che venga utilizzato durante le ore di scuola), gestire le applicazioni (consentire o vietare l’installazione o la disinstallazione di alcuni programmi) etc…Insomma, un’app molto utile e, come ha affermato Maria Cristina Ferradini, Head of Sustainability & Foundation di Vodafone Italia “uno strumento a disposizione per i genitori adatto a guidare i propri figli in un percorso educativo verso tematiche importanti come la privacy, la condivisione dei contenuti in rete e le molestie telefoniche“.
L’app, scaricabile gratuitamente dall’Android Market, dal sito smart.vodafone.it o dal portale InFamiglia, viene incontro ai cambiamenti della società e dell’utilizzo sempre più frequente dei telefonini da parte dei minori. Ecco la lista degli smartphone supportati ufficialmente:
- HTC Desire
- HTC Desire HD
- HTC Explorer
- HTC Magic
- HTC Sensation (Z710e)
- HTC Tattoo
- HTC Wildfire
- HTC Wildfire (A3333)
- Huawei U8150 IDEOS
- Huawei Vodafone 845
- Samsung Galaxy 3 (GT-i5800)
- Samsung Galaxy Europa (GT-i5500)
- Samsung Galaxy Gio (S5660)
- Samsung Galaxy Mini (S5570)
- Samsung Galaxy S (GTi9000)
- Samsung Ace (GT-S5830)
- Sony Ericsson Arc
- Sony Ericsson X10 Mini Pro
- Sony Ericsson X10i
- Sony Ericsson Xperia X8
giovedì 15 dicembre 2011
Internet e minori, gratuita sul Web una guida per genitori e ragazzi
Secondo il sindaco di Cremona Oreste Perri " negare oggi l’accesso a Internet ai propri figli sarebbe anacronistico: vorrebbe dire privarli di tutte le opportunità offerte dalla Rete. Ma con le opportunità aumentano anche i rischi. E allora come evitare che la navigazione in Rete si trasformi in una odissea? La guida mette in luce i rischi più comuni promuovendo un uso consapevole e responsabile di internet, andando incontro al crescente bisogno di sicurezza”.
La guida si sviluppa come frutto di un incontro su Facebook tra due personaggi, Pixie e MisterLove. Dice Alessandra Mariotti, professionista specializzata nell'ideazione e realizzazione di percorsi formativi di educazione alla cittadinanza e all’uso consapevole dei new media: "I bambini ed i ragazzi devono sempre avere la massima diffidenza per gli incontri offline, quelli dal vero. Se non si conosce chi sta “dall’altra parte del PC” i guai possono essere veramente grandi”.
Per Gerardo Paloschi, direttore generale di Aemcom “con questo progetto editoriale Aemcom dà il via a un percorso di promozione sul territorio cremonese del programma europeo “Safer Internet” il cui obiettivo è proprio quello di sensibilizzare i minori e i loro genitori all’uso sicuro di internet e dei nuovi media. La guida non rappresenta dunque una iniziativa isolata, ma si colloca all’interno di un più ampio servizio di supporto ai genitori sui temi della sicurezza in Rete che Aemcom intende offrire alla comunità cremonese. Proprio per individuare le esigenze delle famiglie è stato predisposto anche un questionario che permetterà ad Aemcom di impostare successivi incontri di formazione/informazione rivolti ai genitori sull’uso sicuro delle nuove tecnologie. E poi abbiamo reso disponibile la guida per tutti: basta andare sul sito www.sicurinelweb.it e scaricarla. Oltre ai genitori di tutta Italia,anche altre scuole possono accedere gratuitamente alla guida e metterla al centro della propria azione didattica”.
Piero Lombardi, coordinatore del Progetto, racconta: “Ho incontri molto frequenti con tutto il personale didattico e dirigenti delle scuole, che sono molto contente di poter disporre di uno strumento di supporto per famiglie e per i ragazzi. La scuola versa in grandi difficoltà economiche e disporre gratuitamente di un aiuto qualificato come questo è intervento molto apprezzato”.
Rita Morini, dell’agenzia creativa Pierrepi di Brescia, che ha curato la realizzazione grafica, le illustrazioni e i racconti della guida commenta: “Poiché la guida si rivolge ad un pubblico di bambini, abbiamo pensato ad un simpatico personaggio guida, Pixie, che accompagna i ragazzi alla scoperta delle insidie e delle opportunità del mondo di internet. La linea grafica ludica e frizzante caratterizza l’intero volume e parla ai piccoli lettori attraverso un linguaggio illustrato, con uno stile semplice e diretto senza rinunciare al sorriso e al divertimento”.
martedì 13 dicembre 2011
Usa, minori su Facebook mentono sull'età con l'aiuto dei genitori
Ai minori di 13 anni è proibita l'iscrizione a Facebook, ma i divieti, si sa, accendono i desideri: sono milioni, infatti, i ragazzini americani che non resistono al richiamo del social network e creano account mentendo sulla propria età.
Sorprende un po' che mamma e papà, tutt'altro che contrariati, diventino complici della violazione. Secondo un’indagine della New York University, il 55 per cento non lo considera un problema e il 76 per cento ha anche aiutato i propri figli ad aprire un profilo. Il 19 per cento dei genitori ha dichiarato, poi, di avere un figlio al di sotto dei 10 anni con account su Facebook.
«Tutti i suoi amichetti ce l’hanno - ha commentato un genitore di Brooklyn - ormai non si mandano più email e comunque teniamo il computer in un’area della casa dove c’è sempre uno di noi che controlla. Trovo che il limite di 13 anni sia sciocco, visto che Internet è ovunque ormai e non credo che Facebook sia una cosa di cui preoccuparsi».