giovedì 9 giugno 2011
Filtri navigazione sicura bambini: parental control di Stato
Lasciate che i bambini siano bambini. Con questo slogan David Cameron lancia la sua campagna di provvedimenti in difesa dei più piccoli. Da una parte li vuole mettere al riparo dalla diffusione senza filtri della pornografia in Rete. Dall’altra intende intervenire anche sui media più tradizionali, come gli spot televisivi, impedendo la trasmissione di programmi con immagini violente o di natura sessuale in determinate fasce orarie.Anticipata dal quotidiano britannico The Guardian, la stretta di Cameron prevede il coinvolgimento degli Internet Service Provider nella fase di monitoraggio del web e dei contenuti online. Potrebbe anche essere reso obbligatorio il pulsante del parental control affinché con un semplice click i genitori possano facilmente oscurare siti ritenuti poco idonei per i bambini.
L’allarme sulle trappole nel web era stata già lanciato da Reg Bailey, a capo del sodalizio religioso Mother’s Union attraverso la nota Independent Review of the Commercialisation and Sexualisation of Childhood. A questa denuncia si erano aggiunte altre lamentele di genitori britannici, in tante occasioni coalizzati fra di loro contro la facilità di accesso ai siti hardcore.
Il primo ministro inglese ha deciso di intervenire anche sulla cartellonistica pubblicitaria che, nei pressi di scuole e asili, non dovrà fare riferimento al sesso. E ancora, le riviste per adulti andranno collocate negli scaffali più alti al riparo da tutti gli sguardi.
Autore: Fabio Lepre
mercoledì 23 febbraio 2011
I genitori non impostano, correttamente, i sw di controllo parentale
BitDefender annuncia i risultati di un nuovo studio sui genitori, figli e un argomento controverso come la pornografia online. Il nuovo studio si concentra su diversi aspetti dell’esposizione degli adolescenti a materiali sessualmente espliciti analizzando un campione fornito da 1570 adulti provenienti da 5 paesi. Per quanto riguarda l’età dei partecipanti, sono state definite 4 classi di età che corrispondono ad adulti di età media tra i 25-31 anni, 32-37 anni e persone di età superiore ai 37 anni.
I risultati dimostrano che il 95% dei genitori ha scoperto che i propri figli vanno a curiosare online i contenuti espliciti per adulti quando fanno i compiti. Secondo il sondaggio, mediamente un bambino comincia a cercare siti web di contenuti per adulti intorno agli 11 anni. Lo studio ha inoltre dimostrato inoltre che, nonostante il 97% degli intervistati utilizzi un software di controllo genitori per bloccare l’accesso a siti per adulti, il 12% dei ragazzi e delle ragazze adolescenti riesce a sboccare o disinstallare questo software. Sono dei “piccoli geek” oppure la colpa è degli adulti che non sono in grado di impostare, correttamente, un software per il blocco di determinati siti web ?
Sabina Datcu, Specialista di analisi e comunicazione di e-threats di BitDefender e autrice dello studio dice:
“Una delle scoperte più importanti di questo studio riguarda il controllo genitori: anche se i genitori capiscono l’importanza di un software del genere e la necessità di monitorare l’attività dei propri figli adolescenti sui social network e su internet, in generale i ragazzi trovano sempre un modo per accedere a contenuti per adulti” “Questo, secondo BitDefender, manda un messaggio molto chiaro ai genitori: le iniziative per proteggere i bambini dall’esposizione a materiali espliciti a sfondo sessuale a disposizione in Internet non sono mai state così importanti”.
Note
Il 62% degli adulti ha ammesso di aver cercato e visionato contenuti pornografici sul web. Inoltre, l’87% ha affermato che darebbe la possibilità ai ragazzi di accedere a contenuti espliciti a partire dai 19 anni.
Il problema
Il risultato del studio dimostra che la maggior parte dei genitori non sono in grado di impostare, correttamente, un sw di controllo parentale. La colpa è del software oppure dei genitori ?
In sintesi
Non si può uccidere la curiosità di un bambino, ma lo si può proteggere installando, correttamente, un software di Parental Control sul computer in uso. Ulteriore accorgimento da prendere è restringere l’accesso a Internet qualora venga utilizzato un Router. Diversi Router consentono di bloccare l’accesso a Internet da determinati PC durante le ore della giornata. Una corretta configurazione e, l’impostazione di una password robusta per accedere al pannello di impostazione del Router dovrebbe fare la differenza e limitare, almeno durante le ore di studio, l’accesso a contenuti espliciti online.