lunedì 8 agosto 2011
Toglietemi tutto, ma non il mio smartphone
A dimostrarlo è l'ultimo rapporto pubblicato ad agosto dall'inglese Ofcom, l'autorità indipendente per il controllo del mercato delle comunicazioni. Secondo i dati raccolti, inoltre, su un campione di 521 ragazzi (12 - 15 anni) e 2073 'adulti' over 16, più del 60% dei teen-ager intervistati si è definito 'fortemente dipendente' dagli smartphone, contro il 37% dei connazional ipiù maturi. I più giovani sono stati letteralmente stregati dai nuovi gingilli tecnologici, a tal punto che un ragazzo su due non può fare a meno di portarlo con sé al bagno. Inoltre, il 47% di loro possiede un cellulare con connessione a alla rete, contro il 27% degli adulti.
" Il nostro studio”, spiega al Guardian il direttore di Ofcom James Thickett, “ dimostra come le persone abbiano acquisito rapidamente fiducia negli smartphone, a tal punto da provare una sensazione di dipendenza. Più il numero di questi dispositivi aumenta, più le persone pensano di avere tra le mani un oggetto di cui non possono fare a meno, soprattutto nella vita sociale”. Non a caso, la app più utilizzata dai possessori di smartphone è Facebook mobile, su cui gli utenti britannici passano circa 4 volte più tempo rispetto a Google o qualsiasi altro servizio Web.
Come se non bastasse molti tra i giovani intervistati da Ofcom preferiscono addirittura snobbare le consolle di videogiochi in favore dei più piccoli smartphone. Peccato che non valga lo stesso per la lettura, visto che ben pochi inglesi si azzarderebbero a sfogliare un libro in formato mignon sullo schermo di un dispositivo mobile.
Questa dipendenza, tuttavia, è limitata alle generazioni più giovani: anche se il 90% degli adulti di età compresa tra i 35 - 44 anni ha internet a casa, c'è ancora una buona parte di cittadini anziani che vive offline. Tra gli over 75, solo un inglese su 4 ha accesso alla rete. C'è però una speranza anche per i nonni, visto che tra di loro ben la metà possiede già un cellulare. Basterebbe che i nipoti regalassero loro uno smartphone, e tutti sarebbero finalmente connessi, felici e contenti.
Lorenzo Mannella
sabato 12 febbraio 2011
Obama 18 miliardi per portare Wi Fi internet su tutti gli Stati Uniti
Il piano di Obama per rilanciare il Paese prevede un investimento di 18 miliardi di dollari per portare il wireless ad alta velocità sul 98 % del territorio
«Non è lungimirante pensare che l’economia di domani possa sorgere utilizzando le infrastrutture di ieri». Così ha esordito il presidente Obama nel suo discorso dalla “Northern Michigan University”, nel quale ha illustrato il disegno strategico della sua amministrazione per riportare l’America ai vertici dello sviluppo tecnologico mondiale. Entro cinque anni sarà possibile connettersi ad internet attraverso pc, smartphone o tablet in quasi ogni angolo del Paese. Il piano prevede inoltre la creazione di una rete wireless ad alta sicurezza da 10 miliardi di dollari, in grado di proteggere le comunicazioni tra le diverse agenzie governative in caso di un attacco terroristico su larga scala comparabile all’11 settembre.
«Non si tratta semplicemente di avere internet più veloce e poter trovare un amico in più su Facebook – puntualizza il presidente – ma invece di condurre tutti i cittadini nell’era digitale. Significa che in una comunità rurale dell’Iowa o dell’Alabama i contadini potranno nello stesso tempo monitorare il meteo della loro regione e i prezzi dei prodotti agricoli attorno al globo. Vuol dire che che se un piccolo imprenditore di provincia ha un’idea innovativa da proporre, ora avrà la possibilità di mettersi in contatto con le grandi aziende delle metropoli con una facilità mai vista prima. Sono convinto che se un giovane non vuole lasciare la sua casa e la sua città per cercare lavoro, adesso avrà una chance in più».
Per raggiungere l’obiettivo, il primo passo sarà mettere in mano alla rete wireless una maggiore quantità di onde radio per potenziare il traffico su Internet ed evitare il collasso del sistema. Quasi cinque miliardi di dollari saranno dedicati allo sviluppo della rete per telefoni cellulari di quarta generazione, tre invece per un progetto di ricerca statale finalizzato a trovare applicazioni nel campo della salute e dell’educazione legate alla futura espansione di internet. Per finanziare il piano, il governo metterà all’asta le frequenze televisive libere, che dovrebbero fruttare circa 28 miliardi alle boccheggianti casse federali.
Obama ha ricordato che in Corea del Sud più del 90 per cento delle abitazioni ha a disposizione internet ad alta velocità, a differenza del 65 per cento delle case americane. Un dato sufficiente per capire quanto sia essenziale l’investimento per tornare a competere nel mercato globale. Il presidente ha scelto appositamente di effettuare l’annuncio alla “Northen Michigan University”, che è un modello in fatto di tecnologie avanzate. Da più di un decennio ad ogni matricola viene fornito un computer portatile, e il wireless dell’università è a disposizione anche delle scuole e dei residenti della zona. Insieme al colosso Intel, l’ateneo ha creato un rete a banda larga, basata sulla tecnologia WiMax, che è talmente efficiente da aver attirato in città molte aziende da ogni parte del Paese. Un caso vincente di sinergie tra pubblico e privato, con la benedizione della Casa Bianca.
giovedì 1 luglio 2010
Finlandia: la banda larga diventa un diritto fondamentale
Banda larga non è solo sinonimo di Internet veloce, significa anche accesso ai servizi offerti dalla Rete, un tuffo in quella nuvola di vantaggi che ha portato con sé il Web 2.0 e che solo semplicisticamente identifichiamo con i social network. L'accesso alla banda larga per tutti i cittadini è quindi una condizione essenziale per lo sviluppo economico e sociale di un Paese.
Ne sono convinti i membri dell'associazione Anti Digital Divide che dal 2004 lotta per abbattere i limiti infrastrutturali in Italia e ne sono consapevoli i governanti italiani che hanno intrapreso iniziative volte a favorire la diffusione della broadband, almeno in versione mobile, nelle aree dove l'orografia non consente il passaggio dei cavi.
Ma mentre in Italia si è impantanati fra inghippi burocratici e pastoie, in Finlandia la banda larga ha raggiunto lo status di diritto universale del cittadino. Non è una mera dichiarazione di principi, perché con un approccio estremamente pragmatico i finlandesi hanno misurato l'entità di questo diritto: non meno di 100 Mbps procapite, a partire dal 2015!
Come spiega il Ministro delle Comunicazioni finlandese, Suvi Linden, "Da oggi entra in vigore l'obbligo di assicurare l'accesso al web a tutti i finlandesi". Per il momento però bisognerà accontentarsi di un minimo garantito di 1 Mbps, con l'impegno a realizzare una capillare copertura in fibra ottica entro 5 anni.
E dire che in Italia, un simile diritto sarebbe già garantito dall'art. 3 II comma della Costituzione, che recita: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
lunedì 10 maggio 2010
Fibra unica per l'Italia da Fastweb, Vodafone e Wind
Schloter, Bertoluzzo e Gubitosi alla presentazione di '2010: Fibra per l'Italia'ROMA
I tre amministratori delegati di Fastweb, Vodafone e Wind hanno presentato un progetto per dotare l’Italia di una unica infrastruttura di rete in fibra che riporti il Paese tra i leader nei servizi a Banda Larga. Gli operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della società della fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni. Schloter, Bertoluzzo e Gubitosi hanno inoltre lanciato la prima sperimentazione di una rete in fibra aperta a tutti in un quartiere di Roma.
Il piano prevede la realizzazione di una unica rete “Fiber To The Home”, in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra.
La copertura dovrebbe riguardare 15 maggiori città italiane (10 milioni di persone), entro 5 anni, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte. In una seconda fase il progetto potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20.000 abitanti, raggiungendo così il 50% circa della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro.
L'iniziativa nazionale è aperta a tutti i soggetti pubblici e privati, Telecom Italia inclusa, che vogliano farne parte e l’investimento sarà funzione di tale partecipazione. L’utilizzo della rete sarà disponibile a tutti gli operatori che ne facciano richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie, mentre la commercializzazione dei servizi ai clienti erogabili attraverso il ricorso alla rete in fibra sarà gestita in modo autonomo e indipendente dagli operatori. Fastweb, Vodafone e Wind si impegnano a partecipare economicamente al capitale della futura società e a migrare tutti i propri clienti sulla nuova rete.
La proposta prevede l’avvio immediato di un progetto pilota nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti interamente in fibra ottica dalla centrale a circa 7.000 abitazioni entro luglio 2010.
venerdì 9 aprile 2010
Adsl, la bugia della velocità "E' metà di quella pubblicizzata"
Pubblicato il primo studio complessivo sulla banda larga italiana: gli utenti pagano per prestazioni che i provider non garantiscono. Penalizzati soprattutto gli abitati dei comuni minori di ALESSANDRO LONGO
LA VERA velocità delle adsl italiane è circa la metà di quella pubblicizzata e penalizza soprattutto gli utenti di alcune zone geografiche. Gli abitanti delle città medio-piccole navigano più lenti e in certi casi pagano di più degli altri. È quanto svelato dal primo studio complessivo sull'adsl italiana, condotto da Between-Osservatorio Banda Larga. La ricerca si avvale di 120 mila test delle connessioni, in un centinaio di province italiane, con il contributo di 11.400 utenti campione.Il primo risultato che balza agli occhi è che la velocità media è di 4,1 Megabit al secondo in download, mentre ora le Adsl sono vendute con tagli "fino a" 7 o 20 Megabit. La velocità è un'alea: varia molto a seconda dell'operatore, della zona geografica e della fascia oraria. Nelle ore di punta e nei comuni meno importanti scende fino a 2 Mbps in media, mentre gli utenti più fortunati possono arrivare a 5 Mbps.
L'Italia è divisa in due: anche se il 90 per cento circa della popolazione può avere l'adsl, solo una parte può navigare davvero veloce e avere le offerte più economiche sul mercato. Il 50 per cento degli italiani, infatti, non è raggiunto dalla rete diretta (in "unbundling") degli operatori alternativi a Telecom Italia. Per loro, i canoni base per i servizi banda larga e telefonici tutto compreso sono quindi più alti di circa 5 euro al mese. Il danno è doppio: pagano di più e navigano più lenti, poiché fuori dalla propria rete gli operatori alternativi hanno al solito meno risorse di banda.
E il quadro sta peggiorando: secondo i sondaggi di Between, la qualità banda larga percepita dagli utenti è diminuita del 10 per cento negli ultimi due anni. Man mano che cresce il numero di utenti connessi, infatti, la rete in rame (su cui funzionano le adsl) è sempre meno affidabile e veloce, come già paventato dal
rapporto Caio al governo un anno fa. La soluzione sarebbe dotare il Paese di una nuova rete in fibra ottica che arrivi fino alle case, ma a riguardo i lavori in Italia procedono a rilento rispetto agli altri Paesi evoluti, poiché mancano fondi pubblici a supporto.
Nel frattempo, cosa può fare l'utente per evitare delusioni o per rimediare, se scopre di avere un'adsl lenta? Between consiglia di usare il software Isposure, che testa la connessione e dice quali operatori offrono un servizio migliore nella stessa zona.
Ma presto gli utenti potranno contare su altre soluzioni: "A maggio pubblicheremo i primi risultati ufficiali sulla qualità delle connessioni adsl", fanno sapere da Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni). Gli operatori si impegneranno a garantire velocità medie e minime. Gli utenti avranno diritto a disdire l'abbonamento senza costi, se le promesse saranno tradite. Potranno verificare la velocità della propria connessione con un software che Agcom fornirà a ottobre.
Gli utenti italiani non sono i soli ad affrontare questi problemi: anche le offerte banda larga inglesi hanno velocità medie reali che sono la metà di quelle pubblicizzate, come rileva uno studio pubblicato dall'Ofcom (l'authority tlc inglese) a fine marzo. Ofcom adesso sta esortando gli operatori a rispettare le promesse. Bisognerà vedere se l'Authority italiana riuscirà a essere più incisiva di quella inglese nel rimettere in riga gli operatori.