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lunedì 4 novembre 2013

Ecco il cyber-poliziotto: va a caccia di bulli e pedofili sui social network

[La Stampa 25/10/2013]
Un commissariato aperto 24 ore su 24 per dare la caccia a cyber-bulli, hacker, pedofili e truffatori svelti con il mouse. La polizia sbarca sui social network ed entra nei computer degli italiani. Dietro l’ultimo restyling del sito ufficiale, infatti, si nasconde un cambio di passo: dal poliziotto di strada a quello di Facebook. L’obiettivo è prevenire il cyber-crimine, che in Italia fa 22mila vittime al giorno.

«Il servizio è pensato soprattutto per i ragazzi - dice Marcovalerio Cervellini, responsabile dei progetti educativi della Polizia Postale e delle Comunicazioni -. Scopriamo che i nostri figli sono su Facebook solo quando abbiamo ricevuto la loro richiesta di amicizia. Dobbiamo proteggerli, per noi intervenire dopo un abuso è una sconfitta».
Gli uomini coordinati da Alessandra Belardini hanno stampato in mente il caso di Carolina, la ragazza di Novara che si è tolta la vita dopo le minacce dei bulli. La rissa scoppiata a Bologna, nata sul sito Ask e degenerata ai giardini. E le migliaia di file pedo-pornografici sequestrati a Trapani, con otto arresti e 109 denunce. Il direttore della Polizia Postale Apruzzese aveva annunciato la svolta mesi fa. Da oggi debutta uno spazio che, spiega, «rappresenta la presenza fisica della polizia in questo ambiente virtuale». 
Alla centrale di Roma, una spianata di computer collegati ai grandi monitor appesi alle pareti, lavorano in 17. Sono smanettoni, esperti di informatica. Si alternano davanti ai siti e alle pagine dei forum, filtrano le segnalazioni che provengono dagli utenti. «Il picco delle segnalazioni arriva la notte», spiega Cervellini. Anche nei commenti ai post sul social network. Quando gli investigatori si imbattono in una ipotesi di reato girano la pratica alla Postale, attiva sul territorio con 20 compartimenti e 80 sezioni speciali. «Il bisogno di sicurezza cambia nelle diverse fasi storiche: la sicurezza prima di internet è diversa dalla sicurezza che va garantita oggi» ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano all’inaugurazione del servizio.

Anche gli spunti per le indagini passano dal Web. Con i giganti dell’hi-tech che gestiscono i portali, Facebook in primis, c’è un canale privilegiato. Su segnalazione italiana, per la prima volta, il sito di Zuckerberg ha aperto i server centrali. Ora i tentativi di adescamento svelati dalle chat sono nelle mani dei magistrati milanesi. Ma quali sono i rischi più concreti per chi naviga? «Il pericolo numero 1 arriva dai social e dal mobile. Poi ci sono la navigazione e le mail - è la tesi di Raoul Chiesa, hacker etico -. L’attacco più diffuso resta il phishing, che dalla mail si è spostato ai social. Su queste piattaforme le connessioni sono maggiori e non c’è la stessa attenzione riservata alla mail».

giovedì 26 gennaio 2012

Minori online, cresce il "grooming"

[La Stampa 26/01/2012]
«Il 27% dei ragazzi italiani si dà appuntamento di persona con qualcuno conosciuto in internet, e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web. Da queste evidenze e dal nostro lavoro quotidiano con i ragazzi emerge chiaramente come sia necessario dar loro gli strumenti tecnici e relazionali per l’utilizzo delle nuove tecnologie».

Lo ha detto Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the Children commentando la vicenda di una 13enne adescata via chat e obbligata poi a prostituirsi. Una storia, ha osservato, che «evidenzia come l’utilizzo che i ragazzi fanno di Internet e cellulari sia fortemente influenzato dalla sfera delle relazioni e delle emozioni e che pertanto affettività e sessualità, insieme alla percezione del rischio e alla consapevolezza dei pericoli, siano un ambito fondamentale sul quale agire in termini di prevenzione quando si parla di sicurezza in rete». Per questo «occorre intervenire in maniera immediata, incisiva e congiunta, poichè nessuno singolarmente possiede tutte le competenze e gli strumenti necessari per la tutela di bambini e adolescenti on line. La realizzazione di un ambiente sicuro in rete è una responsabilità condivisa».

Il 7 febbraio si celebrerà il Safer Internet Day, la giornata istituita dalla Commissione europea, all’interno del Safer Internet Programme, per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile dei Nuovi Media tra i più giovani. In Italia il referente del programma è il Centro Giovani Online (www.sicurinrete.it) coordinato da Save the Children e Adiconsum. Tema del Safer Internet Day 2012 sarà «Connecting Generation», per incoraggiare una comunicazione efficace tra generazioni - i giovani e gli adulti - anche nell’ambito dei Nuovi Media.

In occasione della giornata, il 7 febbraio a Roma, si terrà un incontro ospitato dal presidente della Camera insieme al Comitato Consultivo del Centro Giovani Online, coordinato da Save the Children e Adiconsum: un network di 50 organizzazioni - tra istituzioni, società scientifiche, media, aziende ICT e di telefonia mobile, associazioni e università - attive nella tutela on line di bambini e adolescenti. Nel corso dell’incontro il Comitato presenterà ’L’Agenda strategica per la promozione dei diritti on line dei minorì e la nuova ricerca ’Insieme. Più Connessi. Più sicurì.

A fine 2011 da Ecpat Italia, organizzazione per il contrasto dello sfruttamento sessuale dei minori, aveva chiesto l’approvazione di una «legge sull’adescamento al fine di abuso o sfruttamento sessuale, ferma da gennaio 2011 in Parlamento». L’avvento delle nuove tecnologie «presenta delle zone d’ombra difficilmente ignorabili. Per quanto riguarda l’Italia, dall’analisi dei dati della Polizia, emerge che nei due terzi dei casi le vittime sono bambine, ragazze o donne. Oltre che sui reati commessi dagli adulti, Ecpat «punta i riflettori anche su quelli commessi dagli adolescenti, come ad esempio il fenomeno delle "Candy girl" (ragazzine che si spogliano davanti a una web cam o che vendono le loro foto per ricariche telefoniche o altri regali), legato alla forte erotizzazione di bambini e adolescenti attraverso i media».

giovedì 15 dicembre 2011

Internet e minori, gratuita sul Web una guida per genitori e ragazzi

[Corriere delle Comunicazioni 14/12/2011]
Firmata Aemcom, società della fibra di Cremona, un manuale destinato a tutte le famiglie italiane
Arriva da Aemcom, società che gestisce la rete metropolitana in fibra ottica di Cremona e servizi a banda larga della città, una nuova guida gratuita per le famiglie che vedono i propri figli affacciarsi nel mondo del Web. La guida è disponibile gratuitamente per tutti al link www.sicurinelweb.it e può aiutare i genitori nel comprendere meglio una tematica che i propri figli sentono ormai di utilizzo quotidiano.

Secondo il sindaco di Cremona Oreste Perri " negare oggi l’accesso a Internet ai propri figli sarebbe anacronistico: vorrebbe dire privarli di tutte le opportunità offerte dalla Rete. Ma con le opportunità aumentano anche i rischi. E allora come evitare che la navigazione in Rete si trasformi in una odissea? La guida mette in luce i rischi più comuni promuovendo un uso consapevole e responsabile di internet, andando incontro al crescente bisogno di sicurezza”.

La guida si sviluppa come frutto di un incontro su Facebook tra due personaggi, Pixie e MisterLove. Dice Alessandra Mariotti, professionista specializzata nell'ideazione e realizzazione di percorsi formativi di educazione alla cittadinanza e all’uso consapevole dei new media: "I bambini ed i ragazzi devono sempre avere la massima diffidenza per gli incontri offline, quelli dal vero. Se non si conosce chi sta “dall’altra parte del PC” i guai possono essere veramente grandi”.

Per Gerardo Paloschi, direttore generale di Aemcom “con questo progetto editoriale Aemcom dà il via a un percorso di promozione sul territorio cremonese del programma europeo “Safer Internet” il cui obiettivo è proprio quello di sensibilizzare i minori e i loro genitori all’uso sicuro di internet e dei nuovi media. La guida non rappresenta dunque una iniziativa isolata, ma si colloca all’interno di un più ampio servizio di supporto ai genitori sui temi della sicurezza in Rete che Aemcom intende offrire alla comunità cremonese. Proprio per individuare le esigenze delle famiglie è stato predisposto anche un questionario che permetterà ad Aemcom di impostare successivi incontri di formazione/informazione rivolti ai genitori sull’uso sicuro delle nuove tecnologie. E poi abbiamo reso disponibile la guida per tutti: basta andare sul sito www.sicurinelweb.it e scaricarla. Oltre ai genitori di tutta Italia,anche altre scuole possono accedere gratuitamente alla guida e metterla al centro della propria azione didattica”.

Piero Lombardi, coordinatore del Progetto, racconta: “Ho incontri molto frequenti con tutto il personale didattico e dirigenti delle scuole, che sono molto contente di poter disporre di uno strumento di supporto per famiglie e per i ragazzi. La scuola versa in grandi difficoltà economiche e disporre gratuitamente di un aiuto qualificato come questo è intervento molto apprezzato”.

Rita Morini, dell’agenzia creativa Pierrepi di Brescia, che ha curato la realizzazione grafica, le illustrazioni e i racconti della guida commenta: “Poiché la guida si rivolge ad un pubblico di bambini, abbiamo pensato ad un simpatico personaggio guida, Pixie, che accompagna i ragazzi alla scoperta delle insidie e delle opportunità del mondo di internet. La linea grafica ludica e frizzante caratterizza l’intero volume e parla ai piccoli lettori attraverso un linguaggio illustrato, con uno stile semplice e diretto senza rinunciare al sorriso e al divertimento”.


di M.S.

martedì 22 febbraio 2011

Adescamento online: 6 minori su 10 contattati da sconosciuti

[Sky.it 22/02/2011] Sei ragazzi su 10 sono stati contattati da sconosciuti sul web e il 37% di essi ha accettato di conoscere persone senza un volto e senza una certezza di identità. Sono alcuni dei dati, accompagnati dal boom di denunce per illeciti su internet, emersi nel corso della presentazione, a Milano, del progetto 'Web in cattedra', un'iniziativa di formazione che in Lombardia coinvolgerà 550 docenti e sei scuole tra Milano, Lecco, Brescia, Pavia e Varese. L'obiettivo è quello di unire l'esperienza in materia di sicurezza della Polizia di Stato con la struttura informativa della scuola.

Il progetto è stato illustrato alla presenza del questore di Milano, Alessandro Marangoni, del direttore centrale della Polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese, Giuseppe Colosio, direttore dell'ufficio scolastico regionale della Lombardia, e Pietro Scott Jovane, Ad di Microsoft Italia, e Patrizia Santovecchi, presidente dell'associazione nazionale abusi psicologici.

"Ci aspettiamo molto da questo progetto - ha detto Marangoni - per la straordinaria importanza di veicolare tramite la struttura scolastica problematiche relative alla sicurezza sul web che ogni giorno viviamo nelle nostre famiglie in un contesto educativo sempre più difficile".