Visualizzazione post con etichetta banda larga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta banda larga. Mostra tutti i post

giovedì 30 agosto 2012

Banda larga: in Italia manca la ‘cultura’ digitale, non le infrastrutture. Per Franco Bernabè, ‘Governo nella giusta direzione’

[Key4biz 27/08/2012]
Non è la mancanza di infrastrutture a banda larga il vero problema dell’Italia, quanto la scarsa propensione dei cittadini, delle imprese e della PA ad avvantaggiarsene. Un assunto forse non pienamente condivisibile, ma di sicuro molto caro al presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, che ha ribadito la sua convinzione a margine del suo intervento all’edizione 2012 del think net ‘Vedrò’ (Dro, 26-29 agosto).
Tornando su un concetto più volte espresso anche in diverse altre occasioni, ossia che il gap che affligge l’Italia – notoriamente indietro in termini di nuove tecnologie digitali – non è tanto infrastrutturale quanto culturale, Bernabè ha sottolineato che “Le infrastrutture di cui noi disponiamo, i programmi che Telecom Italia ha in corso di sviluppo della banda larga e ultra larga danno tutta l’infrastruttura necessaria…il problema è che la pubblica amministrazione è ancora arretrata e le stesse imprese non utilizzano le potenzialità che la rete può dare”.
La vera priorità, insomma, non è tanto quella di accelerare sulla rete di nuova generazione (concetto per altro già evidenziato in occasione della presentazione dei risultati del gruppo telefonico), quanto quella di stimolare l’adozione e l’utilizzo delle nuove tecnologie. Compito che, a giudizio del manager, spetterà al Governo. [Leggi tutto...]

mercoledì 11 maggio 2011

Banda larga: Italia ultima in Europa

[Tuttogratis 10/05/2011] Lo sviluppo ed il prestigio di un paese, nell’era della globalizzazione, sta anche e soprattutto nella qualità dei servizi e delle infrastrutture che è capace di offrire ai propri cittadini. Nell’era del web 2.0, l’aumento della qualità delle connessioni a banda larga è diventato ormai un obiettivo comune a tutti i paesi più sviluppati che vedono nel finanziamento delle infrastrutture di rete la vera chiave del proprio sviluppo. Sebbene in Italia sia stata sviluppata da poco la connessione web più veloce al mondo, e la gara tra i vari operatori telefonici sembrava aprire nuovi spiragli di sviluppo per la rete italiana, la recente indagine condotta da Akamai relega il nostro Paese, manco a dirlo, agli ultimi posti della classifica dei paesi europei per quanto riguarda la qualità e la velocità delle connessioni Internet a banda larga.

Abbiamo già visto in passato come la qualità della banda larga nel nostro paese fosse nettamente inferiore a quella di altre nazioni del mondo che, sebbene meno ricche della nostra, abbiano puntato gran parte del loro piano di sviluppo sulla rete e su Internet. Purtroppo, sembra che il trend non stia per niente cambiando, anzi, la situazione pare peggiorare.

Secondo le ultime, precise, rilevazioni di Akamai l’Italia occupa il penultimo posto in Europa, al pari della Grecia, per velocità di connessioni a banda larga con una velocità media delle connessioni Internet di circa 3,4 Mbps, seguita soltanto dalla Spagna, che chiude la classifica. Dati piuttosto allarmanti se si pensa che la testa della classifica è occupata dalla Romania, paese non certo tra i più avanzati in Europa, ma che può vantare una velocità media di connessione di ben 8,3 Mbps.

Impietoso è, infine, il confronto con gli stati extra-europei. Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti, infatti, ci surclassano nettamente, grazie alla qualità elevatissima delle connessioni che i provider locali riescono ad offrire. In ogni caso, provate anche voi ad effettuare un test sulla velocità effettiva della vostra connessione per rendervi conto dell’effettiva veridicità dei dati di Akamai.

sabato 12 febbraio 2011

Obama 18 miliardi per portare Wi Fi internet su tutti gli Stati Uniti

La stampa.it 12/02/2011] Wi-Fi, rivoluzione in America

Il piano di Obama per rilanciare il Paese prevede un investimento di 18 miliardi di dollari per portare il wireless ad alta velocità sul 98 % del territorio

«Non è lungimirante pensare che l’economia di domani possa sorgere utilizzando le infrastrutture di ieri». Così ha esordito il presidente Obama nel suo discorso dalla “Northern Michigan University”, nel quale ha illustrato il disegno strategico della sua amministrazione per riportare l’America ai vertici dello sviluppo tecnologico mondiale. Entro cinque anni sarà possibile connettersi ad internet attraverso pc, smartphone o tablet in quasi ogni angolo del Paese. Il piano prevede inoltre la creazione di una rete wireless ad alta sicurezza da 10 miliardi di dollari, in grado di proteggere le comunicazioni tra le diverse agenzie governative in caso di un attacco terroristico su larga scala comparabile all’11 settembre.

«Non si tratta semplicemente di avere internet più veloce e poter trovare un amico in più su Facebook – puntualizza il presidente – ma invece di condurre tutti i cittadini nell’era digitale. Significa che in una comunità rurale dell’Iowa o dell’Alabama i contadini potranno nello stesso tempo monitorare il meteo della loro regione e i prezzi dei prodotti agricoli attorno al globo. Vuol dire che che se un piccolo imprenditore di provincia ha un’idea innovativa da proporre, ora avrà la possibilità di mettersi in contatto con le grandi aziende delle metropoli con una facilità mai vista prima. Sono convinto che se un giovane non vuole lasciare la sua casa e la sua città per cercare lavoro, adesso avrà una chance in più».

Per raggiungere l’obiettivo, il primo passo sarà mettere in mano alla rete wireless una maggiore quantità di onde radio per potenziare il traffico su Internet ed evitare il collasso del sistema. Quasi cinque miliardi di dollari saranno dedicati allo sviluppo della rete per telefoni cellulari di quarta generazione, tre invece per un progetto di ricerca statale finalizzato a trovare applicazioni nel campo della salute e dell’educazione legate alla futura espansione di internet. Per finanziare il piano, il governo metterà all’asta le frequenze televisive libere, che dovrebbero fruttare circa 28 miliardi alle boccheggianti casse federali.

Obama ha ricordato che in Corea del Sud più del 90 per cento delle abitazioni ha a disposizione internet ad alta velocità, a differenza del 65 per cento delle case americane. Un dato sufficiente per capire quanto sia essenziale l’investimento per tornare a competere nel mercato globale. Il presidente ha scelto appositamente di effettuare l’annuncio alla “Northen Michigan University”, che è un modello in fatto di tecnologie avanzate. Da più di un decennio ad ogni matricola viene fornito un computer portatile, e il wireless dell’università è a disposizione anche delle scuole e dei residenti della zona. Insieme al colosso Intel, l’ateneo ha creato un rete a banda larga, basata sulla tecnologia WiMax, che è talmente efficiente da aver attirato in città molte aziende da ogni parte del Paese. Un caso vincente di sinergie tra pubblico e privato, con la benedizione della Casa Bianca.

mercoledì 10 novembre 2010

Ngn, gli operatori si uniscono Una società per la nuova rete

[La Repubblica.it 10/11/2010] LA RETE internet italiana di nuova generazione è più vicina: oggi gli operatori coinvolti nel progetto di realizzare un network che porti fibra ottica e connessioni a 100 megabit nelle case hanno dato vita a una società che permetterà loro di condividere gran parte dei costi dell'iniziativa. "Una pietra miliare per il settore delle telecomunicazioni", la definisce a caldo Stefano Pileri, ora amministratore delegato Italtel e per anni responsabile della rete telefonica italiana in Telecom. Un passo importante, concordano gli esperti, ma solo il primo, sul piano formale, per un obiettivo che occuperà i prossimi anni: dare all'Italia una rete banda larga di nuova generazione (Ngn), per reggere il passo con gli altri Paesi, che continuano a superarci in innovazione internet.

La società della rete, partecipata da Telecom, Vodafone, Wind e Fastweb e aperta all'ingresso di soggetti pubblici, è una buona notizia a fronte delle polemiche delle ultime settimane, quando sembrava non potesse esserci nessun accordo tra gli operatori. E Corrado Calabrò, presidente di Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) ancora un mese fa bollava come ormai lontano il sogno di una società comune tra gli operatori per l'Ngn. L'accordo raggiunto al ministero dello Sviluppo Economico è quindi una svolta positiva, anche se parziale. Gli operatori infatti condivideranno solo le infrastrutture passive Ngn, che comunque rappresentano il 60-80 per cento dei costi per portare fibra nelle case: scavi, cavidotti, canaline verticali che entrano nel palazzo.

Niente società della rete completa, quindi, un'ipotesi a cui pure si mirava e che avrebbe assicurato sinergie totali tra gli operatori. Una società completa avrebbe significato avere una sola rete Ngn italiana, creata da tutti gli operatori e condivisa tra loro. L'accordo invece esclude dalla condivisione la fibra e gli apparati. Gli operatori dovranno quindi usare i propri oppure affittare quelli di Telecom Italia, con modalità e costi attualmente allo studio di un altro tavolo, presso l'Agcom. Ricordiamo che in Italia una rete Ngn c'è già: è quella di Fastweb, presente in sette città. E Telecom ha un piano per coprirne altre, fino al 50 per cento della popolazione nel 2018. La società della rete dovrebbe servire per accelerare i tempi e allargare, forse, la copertura.

Comunque, tra gli esperti è il tempo dell'ottimismo. "L'accordo - osserva ancora Pileri - pone le basi per una forte velocizzazione dello sviluppo delle nuove reti a banda ultra larga sia fissa sia mobile. Così nel nostro Paese saranno realizzati e usati servizi digitali coerenti con quanto richiesto dall'Agenda Digitale per l'Europa".

"E' un accordo molto positivo perché definisce finalmente un modello comune agli operatori e agli investitori pubblico-privati per la definizione di una filiera della infrastruttura passiva", aggiunge Luca Berardi, analista di Idc esperto il telecomunicazioni. L'obiettivo degli operatori è infatti coinvolgere investitori pubblici e privati nella società veicolo, di cui devono ancora essere definiti composizione e governance.

"L'accordo è uno snodo importante, soprattutto perché a questo punto cadono le riserve della Cassa depositi e prestiti su un eventuale finanziamento dell'Ngn", dice Cristoforo Morandini, di Between-Osservatorio Banda Larga. "Il processo sarà comunque ancora lungo e complesso, perché vanno affrontati subito una serie di nodi molto delicati", continua. Per esempio, la governance della società, per la quale il ministero ha istituito un altro tavolo tecnico di 90 giorni. Altro nodo è se e quando Telecom spegnerà la rete in rame, per far posto alla fibra ottica assicurandone la sostenibilità economica.

L'importante è non perdere più tempo. L'Italia continua a perdere posizioni in Europa per diffusione delle offerte in fibra ottica residenziali: ora siamo al 14esimo posto, dall'11esimo del 2009, secondo l'ultimo rapporto di Ftth Council. L'inerzia di operatori e istituzioni hanno fatto perdere al nostro paese dieci posti negli ultimi tre anni. Agli inizi del secolo, grazie allo slancio di Fastweb, l'Italia era in testa alla classifica.

lunedì 11 ottobre 2010

Verrua Savoia, wifi in campagna banda larga per tutti e gratis

[La Repubblica 11/10/2010] I RAGAZZI dell'oratorio gestiscono una web tv, all'università della terza età si fanno corsi di informatica accanto a quelli di cucito e presto la messa domenicale del parroco si seguirà in diretta streaming e gli anziani riceveranno assistenza attraverso la rete. E' la rivoluzione digitale che investe la campagna italiana: il caso di Verrua Savoia. Nel piccolo comune piemontese, millequattrocento anime a una cinquantina di chilometri da Torino, è arrivata la banda larga. Per tutti e gratis.

La rete ad alta velocità è stata portata nella cittadina collinare grazie alla collaborazione tra il Comune e il laboratorio iXem del Politecnico di Torino. Proprio dal capoluogo piemontese l'alta velocità è stata "presa" e spedita fino a Verrua con delle antenne wireless sviluppate apposta per aggirare le colline e far arrivare un segnale potente. Il comune è infatti esteso su oltre trenta chilometri quadrati e, nonostante i pochi abitanti, è diviso in una trentina di borgate distanti tra loro: la tradizionale rete via cavo è quindi appannaggio di pochi fortunati, che possono navigare con velocità assai ridotte, mentre la copertura del segnale per i cellulari è a macchia di leopardo.

Con la tecnologia sviluppata dal Politecnico, e grazie alla collaborazione del consorzio Top Ix, per i prossimi tre anni tutti i verruesi potranno accedere a internet gratuitamente a una velocità pari a quella delle grandi città. E l'accesso alla rete sta subito modificando la vita del paese, con servizi già annunciati o appena partiti che coinvolgono tutta la comunità, dai ragazzi dell'oratorio e delle scuole fino agli anziani. L'interesse per la nuova tecnologia non ha poi tardato a manifestarsi: richieste di corsi per insegnare l'uso del computer e una sala piena in Comune quando sono stati presentati i dettagli del progetto e spiegati i parametri per l'accesso alla rete.

"Nelle realtà più piccole bisogna arrovellarsi il cervello per attirare la gente e i giovani - spiega il sindaco di Verrua Giuseppe Valesio - Però l'interesse per questo progetto è stato generale e immediato, e anche tanti anziani sopra i 65 anni mi hanno subito contatto per capire come funziona il collegamento". Un vero e proprio esperimento sociale e ingegneristico, costato all'amministrazione locale solo 15mila euro in materiali e portato avanti dalla squadra di sette ingegneri guidati dal professore Daniele Trinchero, già ribattezzato dal magazine Wired e dalla stampa locale "Mister Wireless".

"Abbiamo dimostrato che internet non serve solo nelle città e ai giovani - spiega Trinchero - Quando si fornisce un servizio ad alta tecnologia il territorio risponde, e quello rurale ancora di più". Trinchero e i suoi collaboratori si occupano pure della parte divulgativa, tenendo piccole lezioni e spiegando a chi ha bisogno come utilizzare la rete. Ma il gruppo di iXem, in cambio del suo impegno volontaristico sta anche "sfruttando" Verrua per testare sul campo alcuni degli apparati costruiti in laboratorio.

"Dietro questo esperimento sociale c'è anche un forte interesse tecnico - continua Trinchero - perché ci viene data la possibilità di sperimentare nuovi strumenti che poi utilizziamo in altri luoghi". Il team di Trinchero ha da poco concluso un progetto simile per le aree amazzoniche e nei prossimi mesi sarà al lavoro in Darfur e nelle isole Comore. Nel palmares del laboratorio di ricercatori iXem, in cui l'unico con un contratto a tempo indeterminato è proprio Trinchero, c'è anche il record di distanza per la trasmissione di dati 1 senza fili conquistato nel 2007.

Il collegamento a internet resterà gratuito per tre anni, dopodiché la sperimentazione del Politecnico terminerà. "Gli strumenti e le attrezzature sono però proprietà del Comune - chiarisce Valesio. Quindi cercheremo un accordo con provider locali per avere una connessione a prezzi agevolati". Adesso che la rete è arrivata a Verrua, nessuno la vuole più lasciar scappare.

MAURO MUNAFO'

lunedì 10 maggio 2010

Fibra unica per l'Italia da Fastweb, Vodafone e Wind

[La Stampa 10/05/2010] Proposta di infrastruttura di rete per il Paese con la partecipazione degli operatori e delle Istituzioni. A Roma la prima sperimentazione
Schloter, Bertoluzzo e Gubitosi alla presentazione di '2010: Fibra per l'Italia'ROMA
I tre amministratori delegati di Fastweb, Vodafone e Wind hanno presentato un progetto per dotare l’Italia di una unica infrastruttura di rete in fibra che riporti il Paese tra i leader nei servizi a Banda Larga. Gli operatori chiedono al Governo di avviare il processo per la creazione della società della fibra chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni. Schloter, Bertoluzzo e Gubitosi hanno inoltre lanciato la prima sperimentazione di una rete in fibra aperta a tutti in un quartiere di Roma.

Il piano prevede la realizzazione di una unica rete “Fiber To The Home”, in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra.

La copertura dovrebbe riguardare 15 maggiori città italiane (10 milioni di persone), entro 5 anni, con un investimento di circa 2,5 miliardi di euro ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte. In una seconda fase il progetto potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20.000 abitanti, raggiungendo così il 50% circa della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi di euro.

L'iniziativa nazionale è aperta a tutti i soggetti pubblici e privati, Telecom Italia inclusa, che vogliano farne parte e l’investimento sarà funzione di tale partecipazione. L’utilizzo della rete sarà disponibile a tutti gli operatori che ne facciano richiesta, a condizioni eque e non discriminatorie, mentre la commercializzazione dei servizi ai clienti erogabili attraverso il ricorso alla rete in fibra sarà gestita in modo autonomo e indipendente dagli operatori. Fastweb, Vodafone e Wind si impegnano a partecipare economicamente al capitale della futura società e a migrare tutti i propri clienti sulla nuova rete.

La proposta prevede l’avvio immediato di un progetto pilota nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti interamente in fibra ottica dalla centrale a circa 7.000 abitazioni entro luglio 2010.