venerdì 26 luglio 2013

RCS presenta Twigis.it: la versione italiana del social network per bambini Tweegee.com

[ADV strategie di comunicazione]
È stato presentato ieri presso la sede di RCS il sito Twigis.it, la versione italiana di Tweegee.com, il social network per bambini – nato nel 2008 – che vanta 4 milioni di utenti unici sparsi in tutto il mondo. Frutto della partnership tra il gruppo israeliano Tweegee e RCS, Twigis.it si propone come punto di riferimento online per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, offrendo loro uno spazio sicuro e controllato per giocare, informarsi e interagire con i propri amici. Un progetto particolarmente innovativo in Italia, dove i bambini affrontano le prime esperienze digitali in rete sempre più presto, grazie a tablet e pc.
“Il lancio di Twigis.it si inserisce perfettamente nel nostro piano di sviluppo da editore a multimedia company”, spiega Alceo Rapagna, Chief Digital Officer di RCS Media Group. “Questa strategia favorisce la nascita di nuovi prodotti in ottica “digital first” e partnership con startup nazionali e internazionali e operatori digitali specializzati per creare quel “complemento di gamma” che ci permetterà di far emergere sempre di più il nostro approccio digital”.
“La strategia di Tweegee è quella di andare nei paesi non di lingua inglese e infatti, a oggi, è presente in Russia, Turchia, Brasile e Argentina, con partner importanti come Walt Disney, Ikea, Kellogg’s, Lego, Nestlé e molti altri”, sottolinea Enrico Filì, Responsabile RCS Digital Ventures. “Il business model è quello del social media marketing – continua Filì – che prevede la sponsorizzazione dei contenuti e l’interazione continua con gli utenti. Il vantaggio per gli advertiser è quello di raggiungere la loro audience concentrata in un unico posto, nel momento in cui è maggiormente predisposta a intergire con i brand”.
Intrattenimento e sicurezza sono le parole chiave di Twigis, che si presenta come un aggregatore di contenuti localizzati (giochi, news, musica, film, mondi virtuali pensati specificatamente per l’Italia) con funzionalità social costantemente controllate. News italiane e internazionali appositamente selezionate e pensate per ragazzi, condivisione di file e contenuti, calendari personali, forum e chat, ma anche fumetti e appassionanti sfide: ogni particolare è pensato per stimolare le abilità e la creatività dei piccoli visitatori, che si possono divertire in un’atmosfera colorata, coinvolgente e completamente sicura. Tutte le attività e i post, infatti, sono moderati: ogni discussione o messaggio viene sottoposto ad approvazione prima di poter essere pubblicato, in modo da proteggere i ragazzi da contenuti inappropriati.
“Twigis si propone di diventare la prima community online in Italia per i bambini dai 6 ai 12 anni”, afferma il responsabile del social network Giuliano Benaglia. “Il nostro obiettivo è quello di raggiungere più di 900mila utenti unici/mese entro 12 mesi dal lancio – previsto per settembre – costruendo con loro un rapporto di fiducia basato sulla qualità dei contenuti e le attvità dedicate”.
Shay Bloch, CEO e Fondatore di Tweegee, ha così commentato il lancio di Twigis.it in Italia: “Con questa piattaforma intendiamo lanciare  un nuovo modo di considerare internet, rivolgendoci a un mercato ancora poco esplorato e dalle grandi potenzialità. Inoltre, riteniamo che la localizzazione dei contenuti e l’attenzione alla cultura locale rappresentino un valore aggiunto per una realtà che, pur avendo un respiro internazionale, intende parlare di tematiche vicine al suo pubblico”.
Il lancio sarà comunicato sui mezzi RCS, ma sono previste anche campagne online su altri siti e portali in target. La raccolta pubblicitaria è affidata a PRS.

Infanzia, Spadafora: "Auspico Parlamento convochi presto commissione"

[Prima Pagina News 24/07/2013]

“Finalmente è stata nominata la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, adesso auspico che venga convocata quanto prima e inizi ad operare. Sono disponibile fin da subito a collaborare, nel rispetto delle competenze, perché soltanto una determinata azione sinergica può ottenere azioni concrete per i diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia”. Così Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, commenta la nomina dei componenti della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. “Nelle mie visite sui territori ho ascoltato le voci dei bambini, ho raccolto storie, proposte, anche degli operatori che, a diverso titolo, dedicano la loro vita ai più piccoli. C’è un mondo di persone seriamente impegnate che chiede di poter contribuire al miglioramento dei diritti: va costruito un ponte che colleghi il mondo silenzioso dei minorenni alle Istituzioni. In questo contesto il Parlamento e la Commissione espressamente dedicata all’infanzia e all’adolescenza rivestono un ruolo centrale. La Commissione è prevista per legge – sottolinea Spadafora - , e fa parte di quel “sistema infanzia” fatto di tanti pianeti e satelliti che si è venuto a creare in modo progressivo in Italia. Un sistema non organico: Osservatori, Tavoli, Gruppi di lavoro che stiamo studiando per proporne una riforma, e chiedo sin da ora alla Commissione di lavorare insieme”. Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ricorda che: “Le Commissioni parlamentari delle precedenti legislature hanno mostrato come essa possa essere un luogo chiave per lo sviluppo di una cultura dell’infanzia e per la definizione delle leggi, delle politiche e delle prassi necessarie per tradurre in concreto i diritti dei bambini e degli adolescenti. Ma per ottenere questo è necessaria una volontà politica forte e costante”.

giovedì 25 luglio 2013

I 5 migliori social network per la famiglia

[Fastweb 24/07/2013]

Dagli Hangout di Google+ a Rootsy, passando per Pinterest. I migliori social network per tutta la famiglia

C'è un social network praticamente per tutto. Rimodulando una vecchia pubblicità di qualche anno fa, si riesce a cogliere un aspetto della realtà della Rete inesistente fino a qualche anno fa: la nascita, quasi come funghi, di social network di ogni genere. Da quelli strani a quelli per gli amanti del fitness passando per quelli che aiutano a scoprire il significato dei sogni. In un panorama così ricco e variegato non potevano mancare delle piattaforme sociali dedicate alla famiglia.
Navigando magari un po' a casaccio ci si può imbattere in vere e proprie sorprese, come Rootsy. E anche vecchie conoscenze – come ad esempio Google+ con i suoi Hangout e Pinterest – possono, tutto ad un tratto, scoprirsi social network perfetti per le esigenze di ogni famiglia.

Google+

Si potrebbe credere che ci si sia sbagliati, ma Google+ sembra essere un social network tagliato su misura per le famiglie. Anche se molti si chiedono ancora quale sia la reale utilità del social network di Big G, andando a spulciare in profondità tutte le sue caratteristiche, si scopre che può tornare molto utile a famiglie con membri sparsi un po' in tutto il mondo. Basti pensare che gli utenti Gmail (il servizio di posta elettronica di Google, con le cui credenziali è possibile usufruire di tutti i servizi Google) sono 425 milioni circa ed è molto probabile che, ad esempio, lo zio emigrato negli Stati Uniti decine di anni fa abbia accesso proprio a Google+.
Gli Hangout, in particolare, possono tornare molto utili se si devono organizzare riunioni di famiglia o viaggi in comitiva con i parenti. Grazie alla possibilità di creare videoconferenze con 10 partecipanti alla volta, si potrà fare un briefing pre-viaggio e definire tutti assieme gli ultimi dettagli anche se non fosse possibile incontrarsi fisicamente. Grazie a Google, inoltre, sarà possibile condividere con tutto il parentame le foto e i video girati nell'ultima riunione di famiglia.

Pinterest

Dovete organizzare la prossima riunione di famiglia, il matrimonio di vostra sorella o la ristrutturazione di casa e volete un aiuto per collezionare idee? Nulla meglio di Pinterest. Chiamate a raccolta tutti i parenti (o magari solo quelli più prossimi) e chiedete aiuto a loro per trovare i migliori abiti da sposa della Rete, i migliori addobbi o i luoghi incantati dove spendere i giorni della luna di miele.
E se si vuole organizzare la festa a sorpresa per l'anniversario di matrimonio dei genitori, iniziate a raccogliere idee aprendo un board privato e quindi invisibile agli occhi di genitori curiosi e troppo invadenti.

Rootsy

Alla ricerca di un social network per creare un immenso albero genealogico di tutta la famiglia, che permetta magari di risalire fino al capostipite? Rootsy è quello che stavate cercando. Questo social permette di organizzare tutte le relazioni parentali, aggiungendo foto e video che aiutino a ricostruire i ponti con i familiari lontani.
Per ogni membro della famiglia, oltre a foto e video, sarà possibile aggiungere una breve biografia, riunendo così in un unico luogo – ancorché non fisico – tutte le gesta familiari e condividerle con tutti i parenti.

Family Crossing

Family Crossing tenta di ridefinire gli standard dei social network dedicati all'ambito familiare. Mentre FamilyLeaf può sembrare una sorta di imitazione di Facebook in quanto a funzioni e aspetto grafico, questo social network vuole crearsi una propria immagine e una propria riconoscibilità, sia sotto il punto di vista grafico sia sotto il punto di vista delle funzionalità. Non solo foto, filmati e aggiornamenti di status: i familiari potranno condividere ricette (compresa quella segreta del ciambellone della nonna), indirizzi, programmi e altri file.
A disposizione di tutti gli iscritti dei seguitissimi forum, dove cercare consigli e suggerimenti per creare un ambiente idilliaco all'interno della famiglia.

FamilyLeaf

Se credete che, nonostante i continui ritocchi, le politiche di protezione della privacy di Facebook siano sin troppo libertine per condividere liberamente tutto ciò che riguarda la famiglia, allora dovete concedere un'opportunità a FamilyLeaf. Questo social network familiare, dall'aspetto molto simile alla creatura di Mark Zuckerberg, impone regole stringenti sulla condivisione dei contenuti e sul livello di privacy: si potranno, ad esempio, condividere degli aggiornamenti di status e delle foto, ma senza avere la possibilità di taggare nessuno.
Vietato anche inviare messaggi privati e non è disponibile la funzione calendario; ognuno, però, può salvare le informazioni private di ogni parente in una sezione segreta e sicura del proprio profilo.
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Media e Minori, ricostituito il Comitato. Catricalà: ‘Dovrà innovare per considerare anche i contenuti online

[Key4biz 19/07/2013]
Il ministero dello Sviluppo economico ha ricostituito il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori con un provvedimento che non comporta oneri di alcun genere a carico dello Stato.
Obiettivo del Comitato: tutelare i minori nella fruizione dell'offerta televisiva anche nelle sue forme evolutive e online.
"Si avvertiva – ha detto il Viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni Antonio Catricalà - alla luce del rapido progresso tecnologico e dell'evoluzione delle modalità della fruizione dei contenuti  l'urgenza della ricostituzione del Comitato che dovrà riflettere anche su eventuali innovazioni normative".
Il Codice, firmato nel 2002, "ha la finalità di offrire degli strumenti di tutela per le categorie più deboli - spiega una nota - quali i minori, nella fruizione passiva dei contenuti audiovisivi”.
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venerdì 19 luglio 2013

Spotify: nel 2012 in Italia 10 mln di pc hanno scaricato illegalmente. Per FIMI necessari strumenti di enforcement

[Key4biz 18/07/2012]
Spotify, piattaforma che fornisce musica in streaming, ha pubblicato lo studio “Adventures in the Netherlands”, un’analisi approfondita sul fenomeno della pirateria musicale.
La ricerca realizzata da Will Page, Director of Economics di Spotify, contiene anche un interessante paragone con l’Italia, uno dei mercati in cui Spotify è appena entrato e in cui la pirateria è un fenomeno dilagante.
Dall’analisi risulta che il download illegale di musica in Italia è una tendenza diffusa, molto più che nei Paesi Bassi.
Secondo i dati di Musicmetric, infatti, ben 10,7 milioni di indirizzi IP italiani hanno scaricato musica illegalmente nel 2012: il rapporto è di 77 IP torrent unici ogni 100 connessioni residenziali. La seconda osservazione è che chi scarica è recidivo: il 66% degli IP che ha scaricato musica pirata tra gennaio e giugno 2012 lo ha rifatto anche tra luglio e dicembre. [Leggi tutto...]

Social media fuori moda, la bolla si sta sgonfiando

[Wall Street Italia 17/07/2013]
NEW YORK (WSI) - La bolla dei social media si sta sgonfiando. Secondo quanto riporta CB Insights, società di ricerca americana, lo scorso trimeste i gruppi Internet attivi nel settore hanno raccolto il 2% dei fondi messi sul mercato dai venture capitalist. Una percentuale nettamente inferiore rispetto al 6% investito dagli Angel investor nei due anni terminati a metà 2012.

Il picco è stato toccato durante il terzo trimestre del 2011, quando i gruppi di social network, Twitter in testa, raccolsero qualcosa come 3,8 miliardi di dollari pari al 21% dei fondi investiti dalle società di venture capital.

Ancora una volta, dunque, undici anni dopo il picco delle dot-com del Nasdaq, la Silicon Valley sta raggiungendo un nuovo punto di saturazione. "Siamo nel mezzo di un’altra bolla. "E questa volta la bolla è guidata da social media e dalle applicazioni studiate per il consumatore" ", ha fatto notare Matthew Cowan, co-fondatore della società di investimento Bridgescale Partners.

L'aria che tira sembra tuttavia meno pesante se confrontata alla bolla di Internet del 2000. Certo, le quotazioni di Zynga e Groupon sono andate a picco negli ultimi mesi, tuttavia gli investimenti complessivi in tecnologia continuano ad un ritmo affidabile. L'importo totale degli investimenti di rischio in aziende Internet nell’ultimo trimestre è stato 3,625 miliardi dollari, vicino ai livelli del terzo trimestre del 2011 e molto più alto di quanto non fosse in precedenza.

lunedì 26 novembre 2012

Disconnessi digitali: quando i figli oscurano il web

[23/11/2012 La Voce]
Milano – Una ricerca europea commissionata da McAfee ha rivelato un preoccupante gap tra quello che gli adolescenti fanno online e quello che ne sanno i loro genitori. In tutta Europa, molti ragazzi accedono online a contenuti non appropriati, nonostante quasi i tre quarti (71,2%) degli adolescenti e anche di più nel nostro Paese (76.5%) affermino di avere la fiducia dei propri genitori a proposito di ciò che fanno durante la navigazione sul web.

Quasi un terzo dei genitori europei (31,8%) e il 44% di quelli italiani è convinto che il proprio figlio adolescente dica tutto ciò che fa su internet, e il 63,6% dei genitori ha fiducia nel fatto che non acceda a contenuti non appropriati. Tuttavia, questa disconnessione digitale tra figli e genitori fa sì che molti adolescenti intraprendano attività discutibili, pericolose e addirittura illegali: Il 41,7% di adolescenti europei (43% in Italia) ammette i propri genitori disapproverebbero i siti che visitano; Il 43,6% degli adolescenti europei, e quasi la metà in Italia (47,5%) ha visto almeno un video con contenuti che i genitori non approverebbero.

Il 34,1% degli adolescenti europei - cifra che in Italia raggiunge quasi la metà degli intervistati (47,5) - ha ammesso di aver acquistato musica pirata online mentre un preoccupante 6% ha ammesso di aver comprato alcolici o farmaci su Internet; il 26,5% degli adolescenti italiani ha inviato o pubblicato su Internet una propria foto osé, rispetto a una media europea del’11,6%; il 25,6% dei ragazzi intervistati ha ammesso di cercare online le soluzioni delle verifiche scolastiche; nell’ordine, i più scorretti sono risultati gli adolescenti spagnoli (34%), quelli tedeschi (33,5%) e quelli italiani (30%).

Il 23,5% degli adolescenti europei ricerca intenzionalmente online immagini di nudo o esplicitamente pornografiche - e più di un terzo (37,7%) visualizza questo tipo di immagini fino a un paio di volte al mese (54% nel Regno Unito); il 15% dei ragazzi europei ha dichiarato di essersi effettivamente incontrato di persona con qualcuno che aveva conosciuto online.

Il 44,2% dei genitori si è dimostrato convinto di sapere come scoprire che cosa il loro bambino sta facendo on-line, ma solo un quarto dei ragazzi ha dichiarato di non sapere come nascondere il proprio comportamento ai propri genitori.
La ricerca europea ha svelato che la maggior parte degli adolescenti adotta una serie di misure per nascondere il proprio comportamento online: Il 47,5% degli adolescenti minimizza la finestra del browser quando un genitore entra nella stanza; in Italia lo fa il 54%.

Il 38,8% cancella la cronologia del proprio browser; Il 28,7% degli adolescenti ha visualizzato qualcosa fuori casa; il 28% nasconde o elimina contenuti video non appropriati; il 17,7% dei ragazzi ha creato un indirizzo di posta elettronica privato sconosciuto ai propri genitori.

I pericoli online questi sconosciuti.
Nonostante i tanto pubblicizzati pericoli associati con il furto di dati e di identità, molti adolescenti di tutta Europa non temono di pubblicare dati personali on-line. Ancor più preoccupante, la maggior parte dei genitori non si rende conto di quanto può essere pericoloso lasciare queste informazioni online alla portata di tutti:

Il 27% degli adolescenti e il 32% dei genitori hanno dichiarato di essere indifferenti sulla pubblicazione on-line dei nomi utente utilizzati nei programmi di instant messaging; Il 23% dei ragazzi è indifferente alla pubblicazione online del proprio indirizzo di posta elettronica, con quasi un quarto dei genitori che non ci vede nulla di male.

Poco più di un terzo degli adolescenti (34,8%) ha dichiarato di essere indifferente circa la pubblicazione di una propria foto online e il 35,3% ha dichiarato di non trovare nulla di male nel pubblicare una descrizione di quello che appare nelle foto; il 20,9% degli adolescenti ha pubblicato online la propria data di nascita, con gli adolescenti in Germania e nei Paesi Bassi che tendono a farlo più spesso (28,5% in ciascun paese).

Il 12% dei ragazzi ritiene che pubblicare propri dati personali intimi non sia un rischio, con i genitori ancora più indifferenti su questo punto (16,8%); il dato più inquietante è che il 9,5% dei ragazzi non ci penserebbe due volte prima di pubblicare i dettagli di luogo e data di un appuntamento. E anche il 16,7% degli adulti non se ne preoccuperebbe.

Come affrontare il problema: "Sono dati che arriveranno come una doccia gelata per molti genitori, e speriamo che questo li incoraggi a prendere misure immediate per proteggere i loro figli", ha dichiarato Ombretta Comi, marketing manager per l'Italia di McAfee. "È emerso con tutta evidenza l’enorme divario tra quello che i genitori pensano che i figli facciano su internet e quello che i figli adolescenti fanno veramente".

I genitori devono assumere un ruolo attivo per garantire ai loro ragazzi un’esperienza online sicura e protetta".
I genitori dovrebbero avere frequenti conversazioni con i ragazzi ed entrare in sintonia con loro su quello che stanno facendo online e avvisarli dei rischi e delle conseguenze delle loro azioni;
I genitori devono anche imparare a configurare i programmi di parental control, oltre a tenere un occhio vigile e sapere se/e quando e come gli adolescenti scoprono il modo intorno a loro;
I genitori dovrebbero essere onesti con gli adolescenti a proposito dei metodi per tenere sotto controllo e monitorare le loro attività online; in questo modo molti ragazzi ci penserebbero due volte prima i fare certe cose online, sapendo che i genitori possono vederli.

"Essendo cresciuti nel mondo online, gli adolescenti spesso hanno più dimestichezza dei loro genitori nell’approccio a Internet, rendendo difficile per i genitori fornire le indicazioni necessarie, e questo li rende ancora più vulnerabili', conclude Ombretta Comi. "Ma i genitori non devono arrendersi - devono superare i limiti per acquisire familiarità con la complessità dell'universo online ed essere sempre informati ed aggiornati sulle varie minacce che attendono i loro ragazzi online."

R.R.