mercoledì 8 febbraio 2012
Internet: Peluffo, tema sicurezza minori in agenda digitale
"Mi impegno, per quello che mi compete, a portare il tema della sicurezza dei minori nella rete nella cabina di regia sull'agenda digitale che si avvia dopodomani con il ministro Profumo". Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Paolo Peluffo nel suo intervento al convegno 'Agenda strategica per la promozione dei diritti online dei minori' organizzato a Montecitorio. "E' essenziale che i giovani insegnino ai genitori e che i genitori e i figli siano presenti insieme nella navigazione, questo e' sempre piu' difficile con gli smart phone e i tablet -ha spiegato Peluffo-. Per questo e' ancora piu' importante fare campagne e anche azioni di comunicazione. La Tv dovrebbe fare qualcosa di approfondito sull'alfabetizzazione e l'uso responsabile di Internet, ma la scuola e' il luogo principale in cui agire". Per Peluffo, "oggi noi abbiamo due problemi: aumentare la partecipazione in rete e evitare i crimini nella rete, che vanno repressi con durezza. La scuola deve fare un vero programma integrato, questo lo vedremo con Profumo". Il sottosegretario si e' impegnato in prima persona: "Non so se gia' ci sono strumenti normativi, ma faro' del mio meglio per sensibilizzare perche' sull'uso responsabile di Internet ci sia una risposta positiva in tempi rapidi. La sensibilita' e' altissima, troverete la disponibilita' mia e dei ministri competenti".
Minori: pediatri Sip lanciano consigli per sicurezza sul web
Roma, 7 feb - Dopo gli Stati Generali della Pediatria, dedicati al tema ''il bambino, l'adolescente e il web'', continua l'impegno della Societa' Italiana di Pediatria per promuovere un uso positivo e corretto del web.
In occasione del Safer Internet Day 2012, che si celebra oggi, la Sip ha infatti messo in campo alcune iniziative.
In collaborazione con Google e con il sostegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni, la Sip ha elaborato il documento ''Consigli per tutelare la sicurezza online delle Famiglie''. Se e' fondamentale che i giovani acquisiscano le competenze necessarie per sfruttare al meglio e senza incorrere in rischi le opportunita' offerte da Internet, spiegano i pediatri in una nota, ''e' altrettanto importante fornire a genitori ed educatori strumenti e suggerimenti che consentano loro di accompagnare figli e studenti nell'esperienza di navigazione online. Solo il 10% dei genitori, secondo l'indagine europea Eu Kids on line, non sente la necessita' di avere maggiori informazioni sulla sicurezza on line dei propri figli''. Il documento congiunto Sip- Google - Polizia Postale sara' distribuito a tutti gli associati Sip, perche' se ne facciano promotori presso le famiglie.
La Sip ha inoltre elaborato il documento ''Facebook e Twitter, come navigare in sicurezza'' . I Social Network sono infatti ''popolarissimi tra i giovanissimi, anche tra i piu' piccoli, tanto da costituire uno dei principali usi della rete. Ma come impostare la privacy? Come eliminare amici non graditi? Come proteggere le foto? Come usare le tag? Queste e altre domande trovano risposta nel documento rivolto ai giovanissimi e ai loro genitori''.
martedì 7 febbraio 2012
Un minore su tre incontra gente conosciuta online: Save the Children lancia l'allarme
l divario generazionale passa attraverso la rete. E porta con sé una serie di rischi per i minori, compreso l'abuso online. Il 63% dei genitori afferma di suggerire ai figli come comportarsi quando naviga in rete, ma il 39% dei ragazzi confessa di non tenere conto dei consigli dei genitori in queste occasioni. Sono i dati diffusi nell'ambito del Safer internet day, la giornata europea dedicata a una rete internet più sicura per i minori. Giunta al settimo appuntamento, l'edizione 2012 ha scelto lo slogan "Insieme. Più connessi. Più sicuri" e in Italia si è concretizzata con la stipula di un'alleanza strategica fra 50 associazioni, aziende e istituzioni per promuovere il tema della prevenzione degli abusi.
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Tutelare i minori dalle insidie del web arrivano i software a prova di furbo
Nella loro camerette davanti allo schermo del pc o al nostro fianco smanettando sul loro cellulare, i ragazzi corrono rischi tutt’altro che virtuali. La pedopornofilia non è l’unica piaga: forum che incitano alla violenza, chat erotiche, siti che incoraggiano l’assunzione di droghe, blog proanoressia. Adescamento sessuale, frodi, bullismo: sono le potenziali minacce a cui si espongono i giovani internauti di età sempre più acerba. Secondo la Commissione Europea si inizia a navigare a 7 anni e il 38% degli utilizzatori di Internet tra i 9 e 12 anni ammette di avere un profilo su un social network nonostante le restrizioni di età (13 anni). In Italia un’indagine Istat ha svelato che ragazzi riservano a Internet oltre il 60% del tempo trascorso al computer (il doppio rispetto a 10 anni fa). Nella classe di età 1117 si passa a 82,7%. Il problema non è Internet ma gli abusi. Per questo, 27 aziende del settore Ict e media cooperano per un accesso a internet sicuro, sottoscrivendo codici di condotta, normative più stringenti sulla privacy adeguate all’età, attività di sensibilizzazione. Come la giornata di domani 7 febbraio, il "Safer Internet Day", promossa da Insafe (rete europea per l’uso responsabile di Internet) e dal 2004 organizzata ogni anno in 70 paesi.
Per proteggere i figli da contenuti non adatti, i comportamenti dei genitori variano secondo gli stili educativi. Da un’indagine dell’osservatorio sui media dell’Università Cattolica di Milano, emerge che molti si rassicurano sulla base del rapporto fiduciario mentre buona parte affianca i figli nelle prime fasi di navigazione. Sul mercato non mancano le integrazioni tecniche alla tutorship parentale. La più semplice è la registrazione dell’attività svolta memorizzando il flusso di battitura sulla tastiera del pc. Fra i software disponibili anche gratuitamente, Kidlogger registra i tasti premuti, le applicazioni usate, le cartelle aperte. Rileva anche la digitazione di parole preselezionate e invia una segnalazione al controllore via email attraverso la cattura delle schermate.
Quanto alla protezione preventiva, programmi di filtro degli indirizzi bloccano nei risultati dei motori di ricerca, gli Url di siti giudicati inadatti. L’imperfezione di questi sistemi controbilanciati dalla loro semplicità di installazione, è che sono impostati su una blacklist predefinita che, per quanto aggiornata dallo sviluppatore, deve rincorrere il continuo proliferare di indirizzi che occultano la loro reale natura sotto mentite spoglie. Se troppo rigorosi, i filtri bloccano siti accettabili: per personalizzare il profilo di protezione, McAfee Family Protection permette di scremare le pagine offlimit in base un indirizzario precompilato ma anche secondo 35 categorie e temi più mirati come "imbrogliare a scuola".
Più efficaci sono i programmi che oltre agli indirizzi valutano dinamicamente il contenuto delle pagine web attraverso l’analisi del linguaggio dell’ipertesto o, novità sul mercato, con l’analisi delle immagini come fa Profil Parental Filter 2. Decano tra il programmi di mediazione parentale, Net Nanny giudicato il più adatto per filtrare le pagine di YouTube, consente nelle chat di oscurare con un asterisco le parolacce. Per un monitoraggio flessibile a distanza, Windows Live Family Safety, integrazione gratuita di Windows7, concede al genitore di selezionare i videogiochi secondo le fasce di età, stabilire con chi può comunicare il figlio nelle chat e riconfigurare in tempo reale le restrizioni ricevendo sul proprio computer un’anteprima della pagina richiesta dal minore per decidere se sbloccarla. Per attivare un filtro di contenuti a costo zero, si scarica K9 Web Protection registrandosi al sito di Blue Coat, sviluppatore del programma. Quando il pc è condiviso, siccome K9Web non è configurabile per più utenti, c’è bisogno di una password per ogni pagina bloccata o perlomeno per quelle a potenziale rischio. Filtro di indirizzi e analisi del testo al volo per il software opensource DansGuardian configurabile con filosofia ancora più restrittiva: bloccare tutto tranne ciò che viene definito nella white list.
Nei pacchetti antivirus e antispam, Norton incorpora la funzionalità di controllo parentale, così fa Kasperty, altro big della sicurezza. Il pc non è più il principale strumento per esplorare la Rete: il 30% dei navigatori junior lo fa con smartphone e tablet. Lanciata quest’anno in Italia, Vodafone Smart Tutor, app scaricabile gratis dal portale del gestore indipendentemente dall’abbonamento, permette di scegliere i numeri fidati, bloccare i contatti indesiderati, selezionare le applicazioni più adatte e limitare il tempo dell’uso del terminale o la navigazione sul web in certe ore.
Il Concorso "Doma il Bullo" e gli strumenti creativi di Terre des Hommes per proteggere i bambini
Contro le aggressioni di bulli e cyberbulli i media più avanzati possono diventare preziosi alleati dei bambini. Ci crede Terre des Hommes, partner del concorso Doma il Bullo
L'obiettivo del concorso Doma il Bullo, organizzato da Corecom(1) in partnership con l'Ufficio Regionale Scolastico della Lombardia e promosso da Terre des Hommes, è quello di portare gli studenti a scoprire che il cellulare può anche immortalare azioni positive e non solo comportamenti scorretti e poco rispettosi della dignità e dell'integrità della persona, come il bullismo e il cyber bullismo.
- Lo stesso approccio è utilizzato in "Alice nel Paese di Internet", una guida in forma di favola appena lanciata da Terre des Hommes per promuovere un utilizzo più consapevole e sicuro di internet da parte dei bambini. "Abbiamo scelto Alice, bambina curiosa e intelligente che non ha paura di viaggiare nel mare ricco di opportunità - e non solo di minacce - di Internet, per aiutare, da pari a pari, altri bambini ad appropriarsi degli strumenti giusti per navigare con consapevolezza", racconta Paolo Ferrara, responsabile Comunicazione di Terre des Hommes. "La forza di Alice sta nel suo non accontentarsi, nella sua capacità critica e nella volontà di creare, anche con l'aiuto degli adulti, semplici raccomandazioni che le permettano di sfruttare appieno le risorse della rete evitandone i rischi più comuni". I testi sono di Pino Pace mentre le illustrazioni sono di Irene Frigo. Il progetto è stato realizzato da Terre des Hommes in collaborazione con l'Istituto Europeo di Design di Torino grazie al contributo di Fondazione Cariplo, Fondazione Ugo Bordoni, Ria & Partners, Google e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
- Anche la pillola in animazione di Mimì Fiore di cactus dedicata al bullismo insegna qual è la maniera migliore per combattere un atto di prevaricazione così comune a scuola, rendendo protagonista proprio una bambina. Il video fa parte di una serie di 5 pillole che affrontano anche i temi della pedofilia e dell'adescamento on line offrendo ai bambini dei semplici strumenti per difendersi dagli abusi e come imparare a dire "NO".
Tutti questi materiali sono accessibili sul sito www.ioproteggoibambini.it
Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall'abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l'Unione Europea, l'ONU e il Ministero degli Esteri italiano.
giovedì 2 febbraio 2012
Arrivano i genitori su Facebook? I giovani passano a Twitter
Mamma, papà e nonni arrivano su Facebook? Allora me ne vado su Twitter. Sembra essere proprio questo il modo di ragionare di molti adolescenti americani che secondo un sondaggio dell'organizzazione no-profit Pew Internet & American Life Project, hanno iniziato a migrare in maniera consistente sulla piattaforma di microblogging. In quanti scelgono di spostarsi? Almeno il 16% dei giovani, dai 12 ai 17 anni, dichiara di utilizzare Twitter. Percentuale che potrebbe essere ritoccata verso l'alto in base alle proiezioni più aggiornate.
Da due anni a questa parte il trend è in forte crescita. L'esodo avviene in maniera lenta ma costante. Nella fascia di età dai 18 ai 29 anni la popolarità di Twitter è ancora maggiore. Del resto, la creatura di Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone ha nel giro di poco tempo, superando la cifra di 300 milioni nel 2011, moltiplicato il numero di utenti registrati, i quali pubblicano giornalmente milioni di tweet o cinguettii, in più paesi via sms. In un primo momento, quando Twitter fu lanciato nel 2006, si pensava che le sue caratteristiche non si potessero conciliare con le abitudini mostrate online dai teenager, oltre la metà dei quali già faceva uso di Facebook o di altri social network. Ai suoi esordi, il servizio di scambio messaggi fondato negli Stati Uniti sembrava uno strumento per pochi privilegiati, spazio riservato di un ristretto gruppo di esperti del settore, come sottolinea Alice Marwick, ricercatrice senior di Microsoft Research, specializzata nel monitorare i comportamenti degli adolescenti su Internet.
Pian piano però le cose sono cambiate. Il suo sviluppo e allargamento ha significato il modificarsi delle modalità di utilizzo da parte delle varie persone e comunità attratte nel suo circuito. Per tantissimi giovani, che apprezzano una comunicazione ridotta al limite di 140 caratteri, Facebook ha cominciato a perdere appeal perché giudicato troppo dispersivo. Stare su Facebook è come gridare in una folla mentre su Twitter si ricrea un ambiente più raccolto, come se ci si trovasse a chiacchierare in una stanza. Una volta fatto ingresso nel network molti adolescenti spesso usano account protetti o pseudonimi in modo da autorizzare o mettere al corrente esclusivamente i loro amici. Le conversazioni su Twitter possono divenire private mediante i direct message e in generale le sue impostazioni sono più flessibili consentendo anche l'anonimato. Davanti a Facebook alcuni ragazzi confessano di subire una sorta di pressione sociale che li spinge a sentirsi in dovere di stabilire amicizie con chi è nella propria scuola o nella cerchia di propri amici. Twitter è invece meno impegnativo e permette maggiore libertà di manovra.
Naturalmente si twitta per una infinità di ragioni. Alcuni vogliono seguire da fun le celebrità favorite per restare al corrente sulla loro attività aspettando che un personaggio famoso, loro beniamino, magari risponda al tweet inviato. Qualche teenager desidera al massimo avere visibilità o semplicemente ottenere e condividere informazioni mantenendo pubblico l'account non diversamente dagli adulti. Altri ancora sono alla ricerca di un luogo dove esprimersi, raccontarsi e sfogarsi in forma privata, nel chiuso del piccolo mondo delle amicizie, al riparo dagli occhi indiscreti e intrusivi dei genitori. Per questi comunque le insidie e le minacce dei predatori che circolano nel cyberspazio restano un fondato motivo di preoccupazione, valido per rivendicare un diritto al controllo. I timori dei più grandi a volte però sono esagerati se si considera il contenuto innocente dei messaggi twittati.
CARLO LAVALLE
giovedì 26 gennaio 2012
Minori online, cresce il "grooming"
«Il 27% dei ragazzi italiani si dà appuntamento di persona con qualcuno conosciuto in internet, e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web. Da queste evidenze e dal nostro lavoro quotidiano con i ragazzi emerge chiaramente come sia necessario dar loro gli strumenti tecnici e relazionali per l’utilizzo delle nuove tecnologie».
Lo ha detto Raffaela Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the Children commentando la vicenda di una 13enne adescata via chat e obbligata poi a prostituirsi. Una storia, ha osservato, che «evidenzia come l’utilizzo che i ragazzi fanno di Internet e cellulari sia fortemente influenzato dalla sfera delle relazioni e delle emozioni e che pertanto affettività e sessualità, insieme alla percezione del rischio e alla consapevolezza dei pericoli, siano un ambito fondamentale sul quale agire in termini di prevenzione quando si parla di sicurezza in rete». Per questo «occorre intervenire in maniera immediata, incisiva e congiunta, poichè nessuno singolarmente possiede tutte le competenze e gli strumenti necessari per la tutela di bambini e adolescenti on line. La realizzazione di un ambiente sicuro in rete è una responsabilità condivisa».
Il 7 febbraio si celebrerà il Safer Internet Day, la giornata istituita dalla Commissione europea, all’interno del Safer Internet Programme, per la promozione di un utilizzo sicuro e responsabile dei Nuovi Media tra i più giovani. In Italia il referente del programma è il Centro Giovani Online (www.sicurinrete.it) coordinato da Save the Children e Adiconsum. Tema del Safer Internet Day 2012 sarà «Connecting Generation», per incoraggiare una comunicazione efficace tra generazioni - i giovani e gli adulti - anche nell’ambito dei Nuovi Media.
In occasione della giornata, il 7 febbraio a Roma, si terrà un incontro ospitato dal presidente della Camera insieme al Comitato Consultivo del Centro Giovani Online, coordinato da Save the Children e Adiconsum: un network di 50 organizzazioni - tra istituzioni, società scientifiche, media, aziende ICT e di telefonia mobile, associazioni e università - attive nella tutela on line di bambini e adolescenti. Nel corso dell’incontro il Comitato presenterà ’L’Agenda strategica per la promozione dei diritti on line dei minorì e la nuova ricerca ’Insieme. Più Connessi. Più sicurì.
A fine 2011 da Ecpat Italia, organizzazione per il contrasto dello sfruttamento sessuale dei minori, aveva chiesto l’approvazione di una «legge sull’adescamento al fine di abuso o sfruttamento sessuale, ferma da gennaio 2011 in Parlamento». L’avvento delle nuove tecnologie «presenta delle zone d’ombra difficilmente ignorabili. Per quanto riguarda l’Italia, dall’analisi dei dati della Polizia, emerge che nei due terzi dei casi le vittime sono bambine, ragazze o donne. Oltre che sui reati commessi dagli adulti, Ecpat «punta i riflettori anche su quelli commessi dagli adolescenti, come ad esempio il fenomeno delle "Candy girl" (ragazzine che si spogliano davanti a una web cam o che vendono le loro foto per ricariche telefoniche o altri regali), legato alla forte erotizzazione di bambini e adolescenti attraverso i media».